G@z@, Bombe I&r@eliane, 31 Morti. 1300 Violazioni della Tregua da Ottobre. 509 Uccisi, 1405 Feriti

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione su quanto sta accadendo a Gaza. Buona lettura e diffusione.

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C’è questo post di Paola Caridi:

 

rafah gaza caridi

Rafah. Valico riaperto in entrata e in uscita. Detta così, sembra cosa buona. Ma l’immagine riassume tutto il non-detto, e tutta la sconcezza di questa riapertura. Il corridoio, anzitutto, chiuso dai reticolati a destra e sinistra. E sopra i reticolati, il filo spinato nuovo di zecca. Ricorda il valico di Erez, a nord della Striscia di Gaza, quello in cui entravamo (passato d’obbligo) noi giornaliste e giornalisti. Ma è ancora peggio di Erez. È l’ingresso in un campo di concentramento, e l’uscita da un campo di concentramento, controllato in tutto e per tutto da Israele. Quelle persone con pettorina ed elmetto che si vedono in fondo sono i componenti della missione EUBAM, missione europea vecchia di 20 anni e rivivificata ora. Ne fanno parte la guardia civil spagnola (che guida il gruppo), i nostri carabinieri e la gendarmerie nationale francese. Sono loro a gestire assieme all’Anp il flusso dei palestinesi in uscita. Gli egiziani lo fanno per i palestinesi che rientrano nell’inferno di Gaza.

È tutto un gioco macabro, però. A gestire chi entra e chi esce è lo stato che ha compiuto e compie il genocidio. È Israele che decide chi entra e chi esce, servendosi della tecnologia della sicurezza. Dagli esami biometrici in poi. Il carceriere, il caronte ha la prima e l’ultima parola. Oggi escono 150 persone forse. 50 malati gravissimi e 2 familiari a testa. Forse. Entrano 50 palestinesi. Forse. E forse un po di aiuti umanitari, com’è successo ieri.

È questa la tregua, aprire in questo modo il valico dando mandato di vita e di morte a chi, due giorni fa, aveva ammazzato 39 palestinesi, bambini compresi, con bombardamenti che con un cessate il fuoco sono incompatibili? È questo l’imprinting della pace?

Benvenuti all’inferno. Questo è il cancello che porta a Gaza. Non c’è bisogno di ulteriori commenti, credo.

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Poi c’è questo post di InsideOver:

gaza msf

Israele ha annunciato il divieto definitivo alle operazioni umanitarie di Medici Senza Frontiere (MSF) nella Striscia di Gaza, dopo che l’organizzazione medica ha rifiutato di consegnare alle autorità israeliane l’elenco completo del proprio personale palestinese e internazionale, citando come motivo del rifiuto l’assenza di garanzie concrete sulla sicurezza degli operatori e sull’uso delle informazioni richieste.

A dicembre 2025 il governo di Israele aveva imposto a 37 ONG di presentare documenti dettagliati sui propri lavoratori locali e stranieri, sostenendo — accusa respinta con forza da MSF — che alcuni membri dell’organizzazione avrebbero legami con gruppi armati come Hamas e la Jihad Islamica Palestinese.

In una dichiarazione ufficiale, MSF ha spiegato i motivi per il rifiuto:

“Questa decisione fa seguito a molti mesi di infruttuosi contatti con le autorità israeliane e all’assenza di garanzie per garantire la sicurezza del nostro personale e la gestione indipendente delle nostre operazioni. Nessuna informazione relativa al personale è stata condivisa con le autorità israeliane durante questo processo” si legge sul sito di MSF.

MSF dichiara che durante il genocidio a Gaza 15 suoi operatori sono stati uccisi da Israele, mentre più di 1.700 operatori sanitari sono stati uccisi.

In risposta, il Ministero israeliano per la Diaspora e la Lotta all’Antisemitismo ha annunciato la revoca della licenza operativa di MSF e la cessazione delle sue attività a Gaza, misura che rientra in un più ampio blocco contro le ONG internazionali, tra cui anche ActionAid e il Norwegian Refugee Council, costrette a interrompere le operazioni entro 60 giorni.

MSF garantisce circa il 20% dei posti letto ospedalieri, gestisce una ventina di centri sanitari e in un solo anno ha effettuato oltre 800.000 visite mediche e più di 10.000 parti, oltre a fornire acqua potabile.

Durante il genocidio, l’organizzazione MSF ha dichiarato che 15 suoi operatori sono stati uccisi da Israele, mentre il numero complessivo di operatori sanitari palestinesi morti supera le 1.700 persone.

#msf #gazagenocide #israel

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E c’è anche questo post su Instagram. Cliccate per il video:

gaza, idf bombarda, 31 gennaio

 

Secondo fonti mediche, almeno 31 persone, tra cui almeno sei bambini, sono state uccise negli attacchi israeliani condotti dall’alba a Gaza City e Khan Younis, nella Striscia di Gaza ma il bilancio delle vittime continua a salire.

Sabato 31 gennaio Israele ha effettuato una serie di attacchi aerei nei quartieri di Sheikh Radwan e Al-Nasr, a Gaza City, colpendo edifici residenziali e abitazioni civili, oltre a tende che ospitavano famiglie sfollate nell’area di Al-Mawasi, a Khan Younis, provocando decine di vittime tra morti e feriti.

L’esercito israeliano ha dichiarato che i bombardamenti sono la risposta a quella che ha definito una violazione dell’accordo di cessate il fuoco: secondo l’IDF otto militanti sarebbero stati individuati mentre uscivano da un’infrastruttura sotterranea a Rafah est.

In un post X, le IDF sostengono di aver “colpito 4 comandanti e altri terroristi appartenenti alle organizzazioni terroristiche di Hamas e della Jihad Islamica in tutta Gaza”.

“Un palese e patetico tentativo di giustificare gli orribili massacri contro i civili”, ha risposto Hamas.

Un funzionario medico dell’ospedale Nasser di Khan Younis ha riferito che le scene all’interno della struttura sono “devastanti” a causa dell’afflusso di feriti in seguito agli attacchi aerei: il reparto di terapia intensiva è al completo e numerosi bambini sono attualmente sottoposti a ventilazione artificiale.

Munir al-Bursh, direttore generale del Ministero della Salute palestinese a Gaza, ha chiesto l’immediata apertura dei valichi di frontiera per consentire l’ingresso di aiuti e materiali medici.

Le violenze si verificano alla vigilia della prevista riapertura del valico di Rafah, che collega Gaza all’Egitto, annunciata da Israele per domenica 1 febbraio, per la prima volta dal maggio 2024.

Da ottobre 2025, Israele ha violato la tregua 1.300 volte uccidendo almeno 509 persone e ferendone 1.405.

#gazagenocide #israel

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