L’Ermeneutica e le molteplici interpretazioni della Bibbia. Amedeo Zerbini

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, l’inge. Amedeo Zerbini offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla Teologia Biblica. Buona lettura e meditazione.

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L’Ermeneutica e le molteplici interpretazioni della Bibbia.

Mentre l’esegesi tende a dar risposte alla domanda:- che cosa voleva dire chi ha scritto questo testo o colui le cui parole sono riportate in questo testo?- l’ermeneutica tende a dare risposta alla domanda:- che cosa dice a noi o che cosa dice a me quello stesso testo?- . Quindi si può dire che l’esegesi cerca di accedere all’interpretazione che di un certo testo avrebbe dato l’autore, mentre l’ermeneutica comunica l’interpretazione che ne da il lettore. L’esegesi dà una interpretazione sincronica , l’ermeneutica dà una interpretazione diacronica. Questa distinzione in passato non si faceva, ma dal secolo scorso si fa. Non si faceva perché di fatto, prima di dare una risposta alla seconda domanda è necessario rispondere alla prima e i due aspetti si confondevano fra loro nella generica dizione “interpretazione” che comprendeva tutto.

Sarebbe interessante vedere come ha funzionato e funziona oggi l’interpretazione della Bibbia nel mondo giudaico, ma dato lo spazio disponibile mi sembra sufficiente limitarmi al mondo cristiano e, in particolare, cattolico.  Mentre l’esegesi tende sempre più ad affrontare il problema dell’interpretazione della Bibbia con un approccio rigoroso e scientifico, l’ermeneutica, essendo aperta a tutti viene praticata anche in collegamento con la filosofia e in qualsiasi ambito anche non religioso. Le interpretazioni sono diversissime una dall’altra dipendendo quasi esclusivamente dalla cultura, dall’esperienza e dai fini palesi o nascosti di chi la esprime in discorsi o in scritti. L’ermeneutica patristica differisce da quella medioevale e da quella moderna ricorrendo spesso all’analogia, al simbolismo, alla mitologia, per cui ad esempio l’interpretazione di un Salmo di Sant’Agostino è diversa dall’interpretazione dello stesso Salmo di San Girolamo ed entrambe sono diverse dall’interpretazione di Papa Benedetto XVI e da quella del nostro parroco. Eppure sono tutti e quattro cattolici e due sono addirittura santi.  Ma se volessimo fare solo i nomi dei massimi autori impegnati in ermeneutica biblica dovremmo citare Giustino, Ireneo, la Scuola Alessandrina con Clemente e Origene, la scuola Antiochena con Diodoro,Teodoro di Mopsuestia e Giovanni Crisostomo, i Padri Cappadoci, i Padri Latini con Girolamo e Agostino. Il principe del Medio Evo è sicuramente San Tommaso d’Aquino. In Ambito cristiano allargato ai protestanti non possiamo dimenticare Martin Lutero, e più recentemente Bultmann.

Ce n’è abbastanza,credo, per comprendere l’impossibilità di farne una sintesi. Inoltre, quando le parole della Bibbia vengono interpretate come simboli, ci troviamo di fronte ad una enormità di significati. Perciò l’interpretazione della Chiesa diventa unica e obbligatoria per i cattolici solo quando è data in un documento ufficiale come una Bolla, un’Enciclica o un atto di un Concilio Ecumenico. Se è data dal Cardinale Parolin o dal Papa nel corso di una intervista vale quanto la mia.

Il fatto che l’analogia e il simbolo siano costantemente presenti in tutta la Bibbia sia già di per sé un problema si può capire considerando alcuni esempi.

1 – il Sole. Letteralmente sappiamo tutti che è il nome della stella che è al centro del nostro sistema planetario, che ogni giorno ci fornisce luce ed energia termica. Nella simbologia biblica può assumere tanti significati come ad esempio quello di Dio che illumina la città nuova  come dice Isaia 60,19 :

– Il sole non sarà più la tua luce di giorno,
né ti illuminerà più
il chiarore della luna.
Ma il Signore sarà per te luce eterna,
il tuo Dio sarà il tuo splendore.

Il tuo sole non tramonterà più
né la tua luna si dileguerà,
perché il Signore sarà per te luce eterna. –

Mentre è chiaro che cosa vuol simboleggiare quel sole che non tramonterà più, non è molto chiaro che cosa voglia simboleggiare la luna che non si dileguerà. Qualcuno si è spinto a dire che è la Madonna…. Altri che è la Chiesa di Roma…

2 – Le Stelle. Anch’esse sono spesso associate al divino .

3 – La Terra spesso usata in contrapposizione al cielo. Terra = umanità, Cielo = divinità

4 – La Natura inanimata : la roccia, la rupe, la pietra, l’oro, l’argento, il deserto, la caverna, la sabbia, la sorgente, la fonte  ecc.

5 – I fenomeni naturali : il tuono, il fulmine, la luce, le tenebre, il vento, l’acqua, la rugiada ecc.

6 – Le pietre preziose

7 – Gli animali : il leviatan, il serpente, la colomba

8 – I mostri composti con membra di animali diversi

9 – Le abitazioni, le costruzioni, le città, in particolare Gerusalemme

10 – Alcuni numeri particolari come il 3, il 7, l’8 ecc.

E l’elenco potrebbe continuare. Se poi all’elenco dei simboli aggiungessimo quello dei rispettivi significati non basterebbe un’enciclopedia. Perciò mi fermo qui.

Prima di chiudere, vorrei però dare un suggerimento. Un esempio molto bello di esegesi-ermeneutica intrabiblica lo possiamo vedere in un brano del libro del Profeta Baruc. Il brano si estende dal versetto 15 del capitolo 1 al versetto 8 del capitolo 3. Il brano ha la forma della preghiera ma in realtà è un messaggio agli esiliati in Babilonia e agli ebrei della diaspora comprendente l’esposizione della situazione allora presente degli esiliati, ad una spiegazione del perché di quella situazione ricorrendo all’interpretazione di brani del libro dell’Esodo, l’esortazione agli esiliati di comportarsi come i loro padri che nell’esodo ubbidirono a Mosè che aveva loro parlato in nome di Dio, abbandonando l’idolatria e altre gravi inosservanze della legge divina, una profezia sul rientro dei deportati in Israele e dei loro fratelli della diaspora accompagnati dal loro Dio sempreché abbiano ubbidito ai suoi comandamenti. Bastano pochi minuti, ma c’è molto da imparare.

Ho scritto tutto questo non per mettere in crisi le tante persone che bevono tutto quello che vien loro raccontato, ma per raccomandare a tutti la massima prudenza nell’ascoltare i tanti, tantissimi esegeti improvvisati che spesso parlano anche dal pulpito come ha fatto per più di dieci anni papa Francesco e pare stiano facendo papa Leone e i suoi accoliti.

Con questo è concluso il mio piccolo corso di introduzione alla Teologia Biblica. Spero sia servito almeno a qualcuno. E altrimenti… fiat voluntas dei.

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