Trump Cerca di Dividere la Corea del Nord dalla Cina, ma la Cina…Matteo Castagna.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, Matteo Castagna, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulle relazioni USA-Pechino. Buona lettura e diffusione.

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di Matteo Castagna
 

Le relazioni tra Pechino e Mosca sono al centro di un vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) che si sta svolgendo, in Cina, questo fine settimana.

Lo SCO è un organismo che si propone come alternativa all’ordine mondiale guidato dagli Stati Uniti e di cui fanno parte Cina, Russia, India, Pakistan, Iran, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan.

Euronews riferisce del fatto che “parlando dopo il bombardamento russo del centro di Kiev all’inizio della settimana, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha sottolineato l’importanza del dialogo: “I negoziati sono l’unica soluzione possibile alla crisi ucraina”.

La Cina continua a garantire a Mosca un vitale sostegno economico e politico. Secondo l’Ue, la nazione asiatica è il maggior fornitore di beni a “duplice uso” (civile e militare) e di prodotti sensibili che sostengono l’industria militare russa e sono presenti sul campo di battaglia.

Hosuk Lee-Makiyama, direttore del Centro europeo di economia politica internazionale (Ecipe), ha affermato, sempre a Euronews, che “il messaggio di Pechino sulla guerra è stato diretto: “La Cina è stata molto chiara, sia ufficialmente che ufficiosamente, sul fatto che vuole la fine del conflitto, ma non vuole nemmeno vedere la Russia isolata.

E conclude con una notizia interessante: “se parlate con gli ucraini, vi diranno che non hanno alcun problema con la Cina”.

L’Agenzia “China Files”, in un articolo di Lorenzo Lamperti, aggiunge che la Casa bianca ha annunciato dazi del 25% contro i prodotti indiani, a cui si è aggiunto due giorni fa un ulteriore 25% punitivo per le importazioni di petrolio russo.

La reazione è stata quella di riaprire il canale di dialogo con la Cina, dopo cinque anni di scontro totale sul fronte commerciale, diplomatico e persino militare, con scontri armati al confine conteso che nell’estate 2020 hanno causato decine di vittime tra le truppe dei due paesi.

A favorire il processo, il recente viaggio del ministro degli Esteri cinese Wang Yi, che ha portato alla riapertura del commercio transfrontaliero, a un accordo per la ripresa dei voli diretti e all’annuncio del primo viaggio in Cina di Modi, dopo sette anni. Ma avrebbe aiutato anche una lettera “segreta” al presidente indiano Droupadi Murmu – svelata da Bloomberg – in cui si esprimeva preoccupazione per eventuali accordi commerciali con gli Stati Uniti, che avrebbero potuto danneggiare gli interessi cinesi.

Come riporta anche Il Manifesto, importante è la presenza del leader supremo della Corea del Nord. Si tratta del primo viaggio all’estero da quello del settembre 2023 nell’estremo oriente russo, nonché il primo incontro con Xi, dopo sei anni.

La Cina ha osservato, con fastidio, la firma del trattato di mutua difesa tra Pyongyang e Mosca, ma sente che è il momento di tenere vicini sia Putin che Kim, nonostante gli effetti collaterali sui rapporti con l’Occidente e il Giappone.

Dall’Europa, non a caso e non è detto, in chiave diplomatica, che sia del tutto un bene, ci sono solo lo slovacco Robert Fico e il serbo Aleksandar Vucic, mentre quasi tutti gli altri paesi non dovrebbero mandare nemmeno gli ambasciatori a Pechino.

Presente invece il presidente del parlamento della Corea del Sud, dopo che il presidente Lee Jae-myung ha auspicato la ripresa del dialogo con Pyongyang nel vertice di lunedì alla Casa bianca.

Ospitando sia Putin sia Kim, Xi lancia un messaggio molto chiaro e forte a Trump: puoi parlare con loro, ma non puoi separarli da me.

«Non vedo l’ora di incontrare Kim Jong-un nel futuro». Con queste parole Donald Trump, durante l’incontro del 25 agosto con il presidente Lee Jae-myung alla Casa Bianca, ha esplicitato la sua volontà di incontrare il leader nordcoreano.

L’apertura del presidente americano a una ripresa del dialogo con Pyongyang schiude nuove speculazioni su un possibile faccia a faccia già al prossimo vertice dell’Asia-Pacific Economic Cooperation (Apec) di ottobre. Sebbene la Corea del Nord non sia tra i Paesi partecipanti al summit, è facoltà dell’organizzatore invitare uno Stato non membro, che potrebbe essere proprio la Corea del Nord, visto che, peraltro, ospita l’incontro.

Dall’insediamento alla Casa Bianca, avvenuto a gennaio, secondo indiscrezioni riportate dalla Reuters, Kim Jong-un avrebbe ignorato sistematicamente gli appelli a riaprire quel dialogo interrotto alla fine del primo mandato di Trump.

La rivista italiana di geopolitica Aliseo afferma che per Trump la penisola coreana è più importante di quanto il tycoon dia a vedere. Nell’incontro con Lee a Washington il presidente americano ha lanciato una provocazione, riguardante il possesso dei terreni sui quali si ergono le basi militari americane in Corea.

Una proposta sul modello della base di Guantanamo a Cuba, che mostra indirettamente l’intenzione per gli Stati Uniti di mantenere truppe nella penisola coreana.

Non potrebbe essere diversamente: la Corea è una impareggiabile piattaforma peninsulare, funzionale ad apporre pressione sia sulla Cina che sulla Russia. Lo stazionamento degli oltre 28mila soldati statunitensi della United States Korean Force ha il duplice scopo deterrente tanto per Pyongyang che per Pechino e Mosca.

Ad avere le carte migliori oggi è paradossalmente Pyongyang che, se deciderà di volersi sedere al tavolo negoziale con gli Stati Uniti, lo farà da una posizione di rinnovata forza rispetto al 2018.

L’obiettivo potrebbe essere quello di giocare su più fronti in stile vietnamita, mantenendo il rapporto con Pechino e Mosca, avvicinandosi al contempo (con estrema cautela) a Washington. Ma Trump questa volta dovrà offrire molto più di un palcoscenico internazionale a Kim come avvenuto in passato, poiché oggi la Corea del Nord non è più il Regno Eremita di un tempo.

non è più il Regno Eremita di un tempo.

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