Un Pugno di Sale Grosso in Tasca, e il Sale della Vita. Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di tutto cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul sale, e sulle sue implicazioni spirituali, religiose e scaramantiche. Buona lettura e meditazione…

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Immaginatevi un metro e cinquanta di personcina dalla svelta chioma rossa, forti le sue radici italiche, sempre vestita in gonna e camicetta, nata in Basilicata e tornata, pensionata al Paese con il suo sposo, che porta il nome di un Santo pellegrino a me caro. Ogni anno, cascasse giù la terra, non dimentica il compleanno di tutta la mia piccola famiglia e se le chiedi come mai, risponde con semplicità: “Dimentico chi non mi piace, ricordo chi mi piace”. Ecco vi presento Ada che mi diede una mano in casa per molti anni, insegnandomi a stirare, a fare il polpettone di melanzane e a non dimenticare mai di innaffiare le mie radici. Oh, le aveva ben diritte in terra le sue! Quando nacque il mio bambino, mi mise in tasca un pugno di sale grosso – disse – per tenere lontani i diavoli e i mali-occhi…

Ecco la prima volta che ho incontrato il sale grosso nella mia vita, utilizzato come scaccia-demoni e l’ho ritrovato (io che non ho mai dimenticato quel che Gesù diceva: “Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini”. (Matteo 5:13 )) in un piccolo libro inglese trovato nella biblioteca virtuale di Gutenberg “The childhood of Rome” quando il sacerdos Tullius dichiara di un forestiero: “Non è un diavolo perché ha mangiato il sale”. Mmm, che strano, mi sono detta  e così mi sono incamminata, per dire così, lungo la via Salaria. E ho scoperto che il sale, incorruttibile e che impedisce la corruzione, è stato sempre collegato a Dio, che è  Via, Verità e Vita. Viceversa, il contrario è il diavolo che divide, corrompe, distrugge e uccide. Sì, nella semplicità, cum grano salis, si imbocca la strada giusta per comprendere gesti antichi e anche le parole di Gesù.

D’un tratto un ricordo recente, la regina moglie del re d’Inghilterra (i nomi metteteceli voi) tornando nella sua nebbiosa Londra ha detto che non si spiega come mai in Italia tutto è più saporito. Sapido, con il sale. Ma, cara la mia regina, è per via del sale che nelle terre protestanti oramai non c’è più.

La vostra chiesa manca di Verità e quindi di sale. Di che cosa si stupisce? Ma torniamo in Italia perché anche qui nella Chiesa vaticansecondista, che apparecchia una messa per la “conservazione del creato” (verrà presentata dopodomani) il sale comincia a uscire da ogni forellino e da quei buchetti entra, sogghignante, l’arcinemico.

Ogni volta che la Santa Chiesa, Sposa di Cristo, si inchina al mondo per compiacere l’Onu e l’uomo (diventando, per esempio, ambientalista) perde un chilo di sale. Il rischio calcolatelo voi, come nei problemi delle elementari che ci lasciavano, con la penna in bocca, a calcolare il prezzo delle mattonelle per la cucina e per il bagno del signor Rossi…

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