Portare l’Ostia fra la Gente è Sacrificio di Lode. Il Caso Delpini e la Conversione. R.S.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo commento di un fedele lettore del nostro sito, R.S., a cui va il nostro grazie.

§§§

 

Immediatamente prima dell’inizio della vita pubblica del Cristo, san Giovanni il battista predicava al popolo un battesimo di conversione.

Non sfugga il particolare: prima la conversione, poi il gesto del battesimo al Giordano. San Giovanni è duro solo con chi veniva per moda al fiume, senza cambiare di una virgola il proprio modo di essere (Mt 3,7-9). San Giovanni prepara l’avvento del Messia dicendo di raddrizzare i sentieri (la santa semplicità -sine plica- davanti a Dio e ai fratelli, senza essere delle fisarmoniche di si, ma, ni e non so); di colmare valli e burroni, riempiendo del Signore i vuoti psichici e spirituali del mal di vivere; e di abbassare i colli, eliminando la superbia, scendendo dall’io…

La confusione era grande allora come lo è oggi: san Giovanni non viene a smussare le divisioni (sadducei, farisei, pubblicani, esseni, pagani…) perché non cerca di portare un’armonia, ma di offrire a tutti un centro: il Messia atteso. Il suo tentativo di comporre le polarizzazioni non è “facendo la media”, ma riconciliando dentro ciascuno le frammentazioni e gli opposti per unificarsi in un centro che è novità di vita. Nessuno ha un tiro alla fune da vincere, bisogna fidarsi: le divisioni resteranno finché a risolverle sarà la salvezza che viene da Dio.

San Giovanni prepara l’incontro mediante un esigente appello alla conversione e alla penitenza. E’ venuto per DARE AL POPOLO LA CONOSCENZA DELLA SALVEZZA NELLA REMISSIONE DEI PECCATI. E la folla accorre, tanto che i capi lo rispettano e ne temono la credibilità, anche se è umilissimo e dice a tutti di non essere lui il Messia. La gente non fugge, chiede cosa fare e lui lo dice, con dolcezza, anche ai pubblicani e soldati. Non pensate a voi stessi, FATE OPERE DI CONVERSIONE.

San Giovanni è l’emblema di come Dio si prepara la strada per incontrare gli uomini nella loro vita, nelle loro miserie.
Il punto è che (salvo casi eccezionali) il Cristo si manifesta solo quando il nostro cuore è realmente pronto a questo incontro.
Ne serve una coscienza. Gesù si manifesta in una kenosis di sè… può incontrarlo chi non riesce a diminuire il proprio io?
Abbiamo, almeno quanti l’hanno ricevuto, una coscienza del nostro Battesimo, che è molto di più di quello di san Giovanni?
Abbiamo la coscienza del Cenacolo, di prepararsi e di preparare un posto “al piano superiore”, rinati dall’alto?
Il luogo della Presenza eucaristica (corpo, sangue, anima e divinità), della lavanda dei piedi, della ricezione dello Spirito che dà la vita eterna?

Non ci sono situazioni di per sé avverse: ogni situazione è occasione per cantare il Signore presente, la ragione della nostra speranza.
I tre giovani messi nella fornace da Nabucodonosor (Dn 3) cantano lì la gloria di Dio convocando la creazione a unirsi nella lode!
Dobbiamo riconoscere che tutto è permesso da Dio e dobbiamo portarne la croce, fidandoci. Non è che Dio non c’è: è proprio lì.
La storia della salvezza è condotta da Dio che ritesse pazientemente l’amicizia con l’uomo che ha smesso di credergli e di fidarsi.

San Giovanni il battista è semplicemente questo: un sacerdote che va avanti, mandato da Dio a preparargli la strada nel mondo che c’è.
Poi san Giovanni viene arrestato per aver pestato i piedi alle voglie di un potente e verrà giustiziato macabramente.
Poteva Gesù, lo Sposo suo amico, evitarglielo? Evidentemente no, perchè il precursore è tale anche nell’affrontare persecuzione e croce.
Dio lascia libera la nostra umanità (di Gesù vero uomo, di Maria sotto la croce, di san Giovanni a Macheronte): scegli tu, senza “aiutini”.
Allora il discernimento spirituale accetta tutto, nel perfetto abbandono fiducioso, perchè ha capito: è unificato al vero, al buono, al bello.

Ecco, nella scelta del pastore ambrosiano ci sono tutti i chiaroscuri di questa visione di fede.

Possiamo specchiarci e riflettere.
Possiamo fare penitenza e opere di conversione.

Possiamo unirci al Signore oppure fare altri calcoli.

Tutto è permesso, ma non tutto è buono.
Il problema non è il dubbio amletico di che cosa fare… la questione è che nell’amaro calice che deve passare c’entro anch’io.

L’Ostia è la vittima e portarla tra la gente è un sacrificio di lode offerto per la salvezza di tutti, in primis di chi lo porta.

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3 commenti su “Portare l’Ostia fra la Gente è Sacrificio di Lode. Il Caso Delpini e la Conversione. R.S.”

  1. Il giorno di Domenica 3 Maggio 2026 è stato compiuto tra le varie cose occorse, anche, un ATTO DI RIPUDIO PUBBLICO di acune ERESIE DI BERGOGLIO (simile a questo “CREDO che: Giuda è all’inferno, Maria è stata preservata senza macchia ed è senza peccato originale, il Sacramento del Matrimonio è indissolubile, E RIPUDIO l’eresie di chi afferma che: Giuda si sia salvato, che M non sia nata santa, e che il Sacramento del Matrimonio non sia indissolubile” ), da parte di un presunto sacerdote (senza colletto, forse ex animista, negazionista della Divinità di Gesù e della Santissima Trinità, del quinto dogma Mariano , e del quale si rifiutava di dire se fosse stato ordinato in seno alla Santa Chiesa Cattolica e se fosse battezzato), durante la distribuzione delle ostie (consacrate o almeno tranne quella che teneva in mano e che ha fatto gesto di gettare in terra e di sbricciollare e calpestare), a seguito di una costretta riflessione e discussione, dopo un rifiuto complottista a comunicare un uomo disposto in ginocchio e perseguitato e costretto a rompere il silenzio, nel vedere che veniva strumentalizzato e deriso e comandato di alzarsi e di uscire fuori dalla chiesa, e alla negazione del diritto inalienabile di ricevere la Santa Eucarestia, e per rispondere alla denigrazione pubblica che stavano attuando su di lui e sul suo e dei suoi cari e conoscenti e persone citate, onore, reputazione, dignità, nome, fama. ricatti morali, e ricatti fisici di essere buttato fuori, che stava attuando il sacerdote insieme a chi lo manipolava e gli ordinava di non dargli la comunione (sorveglieanza?, uomini di potere?, assistenti?, giornalisti? autorità?, ecc.).

    Tralasciando tutto quanto sia occorso come conseguenza di volgare e di irriverente da parte di chi si è ribellato conseguentemente all’ingiusta sottomissione e linciaccio religioso, di cuore mi auguro che altri sacerdoti compiano in modo migliore e cosciensioso
    L’ATTO DI RIPUDIO PUBBLICO DELLE 7 ERESIE DI BERGOGLIO, e abbracino le Verità di Fede.

  2. La Chiesa è una realtà soprannaturale, voluta dal Cielo, garantita nell’indefettibilità da Nostro Signore.
    E’ immersa nella Trinità, nel segno della croce e non c’è nulla che può esistere al di fuori della Trinità.
    Nemmeno gli uomini e le donne di chiesa potranno far sì che le porte degli inferi prevalgano sulla Sposa di Cristo.
    Quello che possiamo fare è di provare, ognuno personalmente, il disgusto per i nostri peccati avendoli riconosciuti.
    Noi pecchiamo alla presenza di Dio: rendercene conto è motivo di grande umiltà e del santo timor di Dio.
    Che cosa possiamo dire se pensiamo alla distanza che ci separa dall’umiltà e ci rende ciechi? Signore abbi pietà di me!
    Che cosa ci dice il Signore? Stai agli inferi e non disperare! Sì: non siamo “buoni”, inutile inorgoglire troppo, ma c’è Lui!
    Se stiamo nel Cenacolo, ma ci lamentiamo e traffichiamo, siamo come Pietro quando chiede che cosa ci guadagneremo a seguirti?
    Gesù gli fa capire, con dolcezza, che il nostro problema è che “Lui” (il Cielo) non ci basta. Vogliamo altro, altri… terra! Di Lui non ce ne importa.
    Il segno della croce lo facciamo nel sacrificio eucaristico dell’Agnello immolato, il cui sangue cade sull’hilasterion per la salvezza delle anime.

    Benedetto XVI queste cose le ha spiegate bene. Chissà chi le ha capite davvero.
    Bisogna andare dietro al Signore, sulla via stretta, anche da perseguitati, se dovesse capitare.

  3. Se è vero che L’OSTIA SACRA
    è il SACRIFICIO di lode offerto per la salvezza di TUTTI, è la Vittima Redentrice che deve essere portata tra la gente come Pane Sacro quotidiano neccessario per diventare tutti fratelli di Cristo e figli dello stesso Padre…
    Perché nessun sacerdote compie questo suo primo dovere?

    Ma privano da anni i fedeli della Santa Eucaristia valida celebrando INVALIDAMENTE e SACRILEGALMENTE il S. Sacrificio in comunione con l’antipapa eretico Prevost e con la sua setta lucifero-massonica progay, pro aborto, pro eutanasia, pro sacerdozio femminile, pro invasione islamica, pro nuova religione massonica mondiale senza l’unico vero Dio uno e trino?

    Perché tutti negano la grande VERITÀ di fede secondo cui la SS EUCARISTIA È VALIDA solo se celebrata in comunione col legittimo PAPA? (successore dell’ultimo vero papa BXVI)
    O per voi sono eretiche le encicliche ECCLESIA DE EUCARESTIA N 39 S.GPII e IL PRIMATO DELLA SUCCESSIONE DI PIETRO NELLA CHIESA N.11-15 di Ratzinger?

    RS le chiedo:
    Visto che da 13 anni Satana governa in vaticano attraverso i due antipapi da Lui stabiliti e i vescovi Lui uniti a grave danno delle anime condotte all’inferno…  Perché ne’ a lei, né a nessun altro di questo blog “cattolico” interessa scrivere qualche articolo per esortare i cardinali pre 2013 a compiere il loro primo dovere di RIDARE A GESÙ CRISTO il GOVERNO DELLA SUA CHIESA attraverso il “PIETRO” Romano legittimo successore di BXVI che non ha mai abdicato e che, dopo tre anni e mezzo è ancora privo del suo legittimo successore???

    Anziché esortare Delpini a fare la processione per le vie di Milano in onore di un’OSTIA INVALIDA celebrata una cum l’antipapa Prevost, non crede sia primo dovere dei veri cristiani ammonire lui e tutti i vescovi apostati affinché riconoscano Benedetto XVI ultimo LEGITTIMO Romano Pontefice (VERE PAPA BXVI MORTUUS EST) ed indicano un Valido Conclave per eleggere il suo legittimo successore?

    Preghi il S. Cuore di Gesù prima di rispondermi.

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