CEI. L’Illusione di chi Spera un Nuovo Ruini a Capo della Conferenza Episcopale. Americo Mascarucci.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste considerazioni sulla CEI, e il rinnovo del suo vertice. Buona lettura e diffusione.

§§§

 

Nell’ ultimo articolo pubblicato su Stilum Curiae e dedicato al primo anno di pontificato di Leone XIV, diversi lettori hanno criticato il papa per non aver ancora rimosso i fedelissimi di Francesco, fra cui il presidente della Cei Matteo Zuppi.
In questi anni non ho mancato di rivolgere critiche all’ arcivescovo di Bologna e sono stato fra quelli che, prima del conclave, hanno anche sostenuto l’inopportunità della sua elezione a successore di Bergoglio, in quanto troppo simile a Francesco e portatore della sua stessa visione di Chiesa nel mondo.
Ciò premesso, tutti quelli che chiedono con forza la cacciata di Zuppi dal vertice della Cei temo stiano vivendo in una grande illusione, perché all’ orizzonte non ci sono nuovi Ruini o nuovi Bagnasco (sebbene non abbia mancato di criticare pubblicamente l’ex arcivescovo di Genova, soprattutto per la vicinanza a politici molto discutibili come Pierferdinando Casini), ma ben altri nomi.
Ne vogliamo citare qualcuno: Roberto Repole, arcivescovo di Torino, Domenico Battaglia arcivescovo di Napoli, Corrado Lorefice arcivescovo di Palermo, Gherardo Gambelli arcivescovo di Firenze, Andrea Migliavacca vescovo di Arezzo, Domenico Pompili vescovo di Verona.
Ora, poiché la richiesta di rimozione dei fedelissimi bergogliani è incentrata soprattutto sulle posizioni aperturiste nei riguardi del mondo LGBT, basta farsi un giro su internet per vedere come tutti i possibili successori di Zuppi, indistintamente, siano grandi fautori della massima inclusione per le coppie gay pur ribadendo il non riconoscimento formale delle stesse.
Papa Leone nominerà il presidente Cei sulla base delle indicazioni che arriveranno dall’ assemblea dei vescovi e considerando che la maggioranza delle diocesi è retta da prelati di nomina bergogliana, tutti accomunati pressappoco dalla stessa sensibilità pastorale e “politica”, difficilmente ad essere scelto potrà essere un pastore con posizioni tradizionaliste.
Alla fine la scelta di Leone ricadrà probabilmente sul profilo meno divisivo, ma chi sogna un ritorno alla Cei di Ruini è  destinato a restare deluso. Chiedere la testa di Zuppi come segnale di un repulisti anti bergogliano significa vivere al di fuori della realtà, e questo al netto di tutte le critiche che si sono rivolte in questi anni al più bergogliano dei porporati bergogliani.
Dodici anni di pontificato bergogliano hanno ridisegnato la Chiesa in senso chiaramente progressista e soprattutto hanno cambiato gli equilibri nel collegio cardinalizio, ma anche all’ interno della Cei, visto che il criterio preminente per la scelta dei vescovi non è stata la difesa dei temi etici o della famiglia.
Anzi, proprio laddove c’erano vescovi eredi della stagione ruiniana, vedi Betori a Firenze o Zenti a Verona, il criterio adottato da Francesco è stato proprio quello della discontinuità, scegliendo appositamente figure di rottura rispetto al  vecchio corso.
Pretendere da Leone che tagli le teste di tutti i bergogliani è pura utopia, allo stesso modo di come all’ indomani del Concilio Vaticano II ci si illudeva che arrivasse un papa che azzerasse Paolo VI e tutte le innovazioni conciliari.
Anche volendo Leone non potrebbe procedere d’imperio alla nomina di un presidente contro la volontà della maggioranza dei vescovi italiani, ma al massimo può favorire una mediazione, puntando su un profilo moderatamente progressista come quello ad esempio di Roberto Repole.

Non si tratta di essere filo bergogliani ma realisti e dare tempo al tempo per vedere le differenze oggettive tra Leone e chi lo ha preceduto. Lo si capirà dai criteri che guideranno soprattutto la scelta dei nuovi cardinali.
Si procederà come Francesco con il criterio dell’ universalità  e dell’impegno sociale o si seguiranno strade più tradizionali?
§§§

 

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

***

Stilum Curiae lo trovate anche qui:

https://www.instagram.com/sanpietrotos/

https://vk.com/stilumcuriae

https://www.facebook.com/marco.tosatti/

https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822

https://t.me/marcotosatti

www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21

https://x.com/MarcoTosatti

***

banner pro vita

3 commenti su “CEI. L’Illusione di chi Spera un Nuovo Ruini a Capo della Conferenza Episcopale. Americo Mascarucci.”

  1. I lupacchioni travestiti da belanti agnelli infilati nell’ alto Clero dal ” di bianco vestito ” sono parecchi ma, in tutta onestà, si sono aggiunti agli altri già presenti e a molti altri passati innanzi al Supremo Giudice.

  2. Non Metuens Verbum

    Infatti, al peggio non c’è mai limite. L’unica vera soluzione sarebbe l’abolizione dell’inutile e dannosa CEIP (=patriottica, in totale stile cinese).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Se hai letto « CEI. L’Illusione di chi Spera un Nuovo Ruini a Capo della Conferenza Episcopale. Americo Mascarucci. » ti può interessare:

Torna in alto