Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, padre Joachim Heimerl, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sui reapporti fra il Vaticano e la FSSPX. Buona lettura e condivisione.
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“Je suis Pie X.” ovvero: Perché dobbiamo mostrare solidarietà alla “Società di San Pio X”.
Di P. Joachim Heimerl von Heimthal
Forse anche voi la pensate come me? Non appartengo alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, ma ne seguo da vicino l’operato e le sono grato. Senza la Fraternità, la Messa tradizionale sarebbe oggi dimenticata e io stesso non l’avrei mai conosciuta. Certamente esistono molte comunità tradizionaliste che praticano la Messa “antica”, ma nessuna di esse sarebbe nata senza la Fraternità Sacerdotale San Pio X; è la prima comunità ad aver preservato la fede tradizionale della Chiesa e l’unica che la difende senza compromessi, anche quando altre comunità tradizionaliste tacciono.
Ricevo regolarmente una newsletter dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X e la leggo con grande interesse. Non vi ho mai trovato nulla che contraddica o oscuri la fede cattolica, a differenza di quanto accade costantemente nei testi ufficiali della Chiesa e del Papa. Non c’è dubbio sul cattolicesimo della Fraternità; di recente ha pubblicato un’impressionante “Critica della Fede” che riassume quei principi fondamentali che la Chiesa ha sempre insegnato ma che oggi difficilmente condivide.
Questa “Critica della Fede” mette in luce, come un punto esclamativo, la gravità dell’apostasia che sta attualmente colpendo la Chiesa. Due esempi lo illustrano:
I Vangeli testimoniano che il Signore ha stabilito una nuova ed eterna alleanza con il suo sangue, e ciò è confermato dalle parole di consacrazione pronunciate dal sacerdote durante la Santa Messa. La Chiesa ha sempre affermato, sulla base della testimonianza della Sacra Scrittura, che questa alleanza ha sostituito l’alleanza di Dio con il popolo d’Israele. Oggi, essa considera questa affermazione offensiva e monopolistica, e accusa maliziosamente di “antisemitismo” coloro che insistono sulla sua precedente dottrina.
Purtroppo, ciò vale anche per la verità rivelata che non c’è salvezza al di fuori della Nuova Alleanza e che solo la Chiesa Cattolica amministra questa salvezza attraverso i sacramenti. Questo è particolarmente vero per la Santa Messa, di cui la Fraternità Sacerdotale San Pio X professa: «La Santa Messa è la continuazione nel tempo del Sacrificio della Croce, offerto per molti e rinnovato sull’altare. Sebbene offerto in modo incruento, il Santo Sacrificio della Messa è per sua stessa natura espiatorio e riconciliatore. Nessun altro culto produce un’adorazione perfetta. Nessun altro culto, slegato da esso, è gradito a Dio. Nessun altro mezzo è sufficiente per la santificazione delle anime. Di conseguenza, il Santo Sacrificio della Messa non può in alcun modo essere ridotto a un mero memoriale, a un pasto spirituale o a una santa assemblea celebrata dal popolo; né può essere ridotto a una celebrazione del Mistero Pasquale senza sacrificio, senza soddisfazione della giustizia divina, senza espiazione dei peccati, senza riconciliazione e senza la Croce».
Gli insegnamenti della Chiesa non potrebbero essere espressi con maggiore chiarezza, e non ricordo di aver mai sentito nulla di simile, né dalla stragrande maggioranza dei vescovi né dai papi del nostro tempo. Al contrario: sono nato dopo il Concilio Vaticano II e ho vissuto la mia educazione cattolica – perdonate il linguaggio – con una menzogna oltraggiosa, che, come molte altre, non ho riconosciuto come tale per lungo tempo e che oggi mi inorridisce ancor di più.
Intendo la menzogna della presunta continuità, la menzogna che afferma che la Chiesa sia rimasta la stessa dopo il Concilio e non abbia cambiato radicalmente la sua dottrina e la sua liturgia. Chiunque legga il “Credo” della Fraternità Sacerdotale San Pio X vede, come in uno specchio, che non è così, e la “nuova” Messa, con il suo orientamento fondamentale non cattolico, lo sottolinea proprio. Sembra quasi che la Chiesa di oggi assomigli a un paesaggio di rovine e che la sua fede appaia come una rovina.
Che la Fraternità Sacerdotale San Pio X abbia deciso di consacrare i propri vescovi in questa situazione è comprensibile, e mi rallegro che lo stia facendo. Tuttavia, se ciò avviene senza un mandato papale, non fa che illustrare lo stato desolante della Chiesa. Ciò significa anche che comporterà la scomunica.
La questione in gioco non è più la “scomunica”. Piuttosto, la domanda dovrebbe essere se sia effettivamente possibile scomunicare coloro che sono gli unici a professare la fede cattolica, mentre i papi proclamano eresie e si inginocchiano davanti a falsi idoli. Credo che una simile “scomunica” non reggerebbe di fronte a Dio e, per questa sola ragione, nessuno è obbligato ad adottarla. Ciò è tanto più vero in quanto, in generale, oggi nessuno viene scomunicato, nemmeno per eresia o apostasia, neanche i vescovi in Germania, Austria e Svizzera.
Con l’attesa “scomunica” della “Società di San Pio X”, tuttavia, crolla un altro edificio di menzogne: la Chiesa, che si presenta come “la beniamina di tutti” attraverso il suo approccio “sinodale” ed “ecumenico”, si rivela internamente divisa e acerrima nemica della propria tradizione. In definitiva, si è allontanata dalla rivelazione di Dio e lo dimostra quotidianamente.
Per questo motivo, la questione delle consacrazioni episcopali della Fraternità Sacerdotale San Pio X è una questione che ci poniamo noi stessi: da che parte stiamo? Dalla parte della nuova fede pseudo-cattolica della Chiesa post-conciliare, e quindi dalla parte della “nuova” Messa? O dalla parte della fede tradizionale, che si esprime solo nella Messa tradizionale e in nessun altro luogo? Non esiste una via di mezzo facile, e persino le comunità tradizionaliste che nominalmente riconoscono il Concilio Vaticano II sono in definitiva escluse dal rispondere a questa domanda; è tutto o niente.
Pertanto, non dovrebbe importare se il nostro sostegno alla Fraternità Sacerdotale San Pio X comporti la nostra scomunica. Piuttosto, è una questione di solidarietà e sincerità prendere una posizione chiara. Per tutti coloro che professano la tradizione, ciò significa prendere le distanze dagli errori che si diffondono nella Chiesa e cessare di finanziarli, ad esempio attraverso le tasse ecclesiastiche.
Inoltre, è importante dare una testimonianza personale della fede cattolica, che oggi può essere solo: “Io sono San Pio X!”.
Ringraziamo Dio per l’esistenza della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché senza di essa la tradizione andrebbe perduta. Certamente, la Fraternità San Pio X non è una società perfetta (quale comunità lo è?), ma sono convinto che non solo preservi la fede della Chiesa, ma che la Chiesa si rinnovi attraverso di essa. È innegabile: ovunque si celebri la Messa tradizionale, la Chiesa fiorisce, e senza la Fraternità San Pio X questo non sarebbe mai accaduto.
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12 commenti su “FSSPX. Come si Fa a Scomunicare gli Unici che Professano la Fede Cattolica? P. Joachim Heimerl.”
Il nostro buon Don Heimerl é uno di quelli che da tempo “tazza” (vedasi vernacolo triestino) questo bellissimo Blog con fine di colonizzarne la portata e l’importanza, almeno ci prova ma, conoscendolo, sappiamo che ripete un mantra impostogli di cui non capisce ne il significato né gli scopi. Il nostro Errico nippo-nazionale ed altri lo hanno giá ben inquadrato: grazie a Dio che esiste su questo spazio qualche persona che é sazia di questi raccomandati dalle idee vaghe e suggerite, per tacer della fede.
Prima o poi riporteró quello che diceva Benedetto XVI su questo benedetto Vetus Ordo che lui amava ma che tuttavia non idealizzava. Né Benedetto, che parlava il latino come lingua madre, (altro che tedesco!!) lo esaltò mai come lingua per il popolo di Dio. Ed é chiaro che quando la Chiesa (ma non ora si puó chiamare tale, sotto un antipapa) fa partecipare un cattolico generico medio nella sacra Liturgia, deve consentirglielo nella sua lingua, non dimenticando di aver a che fare con un ignorante costituzionale, che viene da decenni di scuole pubbliche (e pure religiose parificate), non conosce neanche la lingua nazionale e ha un vocabolario da dispossente mentale, figuriamoci la lingua latina.
Ora d. Heimerl, che non sappiamo da quale seminario sia uscito, ma una tonaca non si nega a nessuno, apprendiamo che fino ad ieri non conosceva il Vetus Ordo (mentre questa tanti di noi la conoscono bene per etá e per cultura, e anche per amore), con questo articolo vorrebbe ringraziare la FSSPX per averglielo rivelato!! Ma che studi ha fatto e come cura la sua vocazione… non ha mai letto il Magistero e i libri dei suoi papi? Povero clero di oggi che ha l’inavvertenza di descriverci la sua ignoranza e neanche se ne avvede. Ma don Heimerl é ancora più indietro di quello che dichiara poiché non sa che la FSSPX è ancora oggi una realtà scismatica, non ha stutus giuridico ed ecclesiale dentro la Chiesa ed era giá un beneamato NULLA nella vera Chiesa cattolica ai tempi dell’ultimo papa Benedetto (e neanche lo sanno quelli vanno alle sue pseudo messe scismatiche) Tira piú il latino che… voi sapete, ma il piacere spirituale è peggio di quelll fisico!! Ricordo che mio figlio dodicenne celebrava per gioco una messa al giorno ma era cosí seriamente innamorato di Gesú che le sue messe, nella loro invaliditá, oggi sarebbero piu degne di essere celebrate che da questi scismatici della Fraternitá.
“Che la Fraternità Sacerdotale San Pio X abbia deciso di consacrare i propri vescovi in questa situazione è comprensibile, e mi rallegro che lo stia facendo. ”
Prevost non rappresenta la santa Chesa cattolica è un uomo e papa falso, tuttavia ogni decisione della FSSPX prende comunque un aspetto sinistro di sfida a Dio e alle Sue leggi; ma io no, non mi rallegro della disubbidienza che si dice rivolta ad un papa che la Fraternità invece riconosce legittimo: mi rattristo perché mi ricorda il Serpente e il male che Eva ha fatto al mondo.
La fine è vicina e il disprezzo delle profezie ne accelera la venuta… Non avete nè cura dei corpi nè delle anime vostre e dei vostri cari che rispetto a voi sono innocenti? E voi tutti che parteggiate per l’uno o per l’altro, cosa vi fará cambiare idea, la sofferenza e la morte?? Forse (!) e voi, amici miei, aspettate sofferenza e morte per convertirvi? Se vi sará concesso!
Il Vat. 2 è più granitico del dogma, eppure un Concilio ” Pastorale ” non dovrebbe creare tutti questi problemi. Sembra un po’ come con l’ energia elettrica: chi si avvicina muore. È per questo che in altro commento ho avanzato l’ ipotesi di un accordo politico accettato e ratificato poi con i documenti Conciliari. Naturalmente in linguaggio Ecclesiale, col quale la Chiesa entra a pieno titolo nel mondo e vi fa’ parte. Mi sembra l’ unica spiegazione plausibile su questa specie di linea del Piave, ove si deve vincere e dunque si accoppa chiunque s’ avvicini.
@Marco Tosatti: come si fa a ‘ringraziare di cuore’ chi propaga simili bugie, offese e calunnie?
Partiamo dal paradosso già contenuto nel titolo: se i soli che professano la fede cattolica sono quelli della FSSPX, ne consegue che Cristo deve aver commesso un grosso errore nell’edificare la sua Chiesa su Pietro e i suoi legittimi successori; avrebbe piuttosto dovuto mettere in guardia dai Romani Pontefici diffusori di eresie ed assegnare a una ‘fraternità (FSSP)x’ il compito di custodire la vera fede dal 1965 in poi…
Comincia affermando:
“Non appartengo alla Fraternità Sacerdotale San Pio X”
ma conclude:
“È importante dare una testimonianza personale della fede cattolica, che oggi può essere solo: “Io sono San Pio X!”.”
Tu per primo però hai detto di non farne parte… allora: sei davvero con loro, oppure no?
“No, ma sì…”
Questo però è parlare con doppiezza e con inganno, è un modo subdolo per ‘mettersi al fianco’ di potenziali vittime del raggiro e così indurle all’emulazione (‘oggi no, ma un domani sì…’).
Dobbiamo ringraziare pure per questa lingua biforcuta?!
Poi afferma: “Senza la Fraternità, la Messa tradizionale sarebbe oggi dimenticata e io stesso non l’avrei mai conosciuta. Certamente esistono molte comunità tradizionaliste che praticano la Messa “antica”, ma nessuna di esse sarebbe nata senza la Fraternità Sacerdotale San Pio X; ”
Se questo fosse vero i praticanti il Vetus Ordo dovrebbero tutti ammettere questa paternità; si da il caso però che non sia affatto così, con molti cultori della Messa in Rito Antico (che deriva dalla Chiesa, non dalla FSSPX…) che NON disconoscono (grazie a Dio!) il magistero dei Papi ‘in nome della tradizione’ (secondo i propri comodi…); NON si sono quindi uniti ai ribelli e NON gli sono debitori di alcunché.
Termina l’articolo ripetendo la menzogna:
“È innegabile: ovunque si celebri la Messa tradizionale, la Chiesa fiorisce, e senza la Fraternità San Pio X questo non sarebbe mai accaduto.”
Ma questa ‘innegabile’ certezza è chiaramente smentita dai fatti, è un voler forzatamente attribuire alla Fraternità dei meriti di cui non detiene affatto l’esclusiva.
Anche questa ripetizione non è altro che propaganda ingannevole, sul modello del mantra ‘sicuri ed efficaci’ (ma in questo caso in ambito spirituale) per sdoganare l’ennesimo inganno.
“Ricevo regolarmente una newsletter dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X e la leggo con grande interesse. Non vi ho mai trovato nulla che contraddica o oscuri la fede cattolica, a differenza di quanto accade costantemente nei testi ufficiali della Chiesa e del Papa.”
Peccato che questa stessa frase sia una palese negazione della fede cattolica, dato che disprezza il magistero della Chiesa e del Papa per cercare di dare risalto a quello della Fraternità, negando così di nuovo la parola di Cristo.
Qui i casi sono 3:
1) o riconoscete (secondo verità) che ‘Papa’ Bergoglio e Prevost non sono legittimi Vicari di Cristo:
https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome
ammettendo che il Concilio è parte integrante della Chiesa Cattolica, mentre la ‘chiesa sinodale’ è una deriva modernista
2) o riconoscete che in realtà non siete né cattolici né cristiani, dato che fate prevalere le vostre idee balzane sulla Parola di Cristo (se foste onesti lo ammettereste, ma purtroppo onesti non siete…)
3) o fingete di essere cattolici ma in realtà disprezzate la Chiesa e il Papa, facendo del vostro meglio per indurre altri cattolici amanti della tradizione antica allo scisma
Altra menzogna: la Nuova Alleanza annullerebbe quella Antica secondo i Vangeli.
Falso: Gesù profetizza una ‘coesistenza separata’ tra i seguaci dell’Antica e quelli della Nuova Alleanza, senza imporre la Nuova per cancellare l’Antica, ma distinguendo chiaramente tra le due:
‘Disse loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo a un vestito vecchio; altrimenti strappa il nuovo, e il pezzo tolto dal nuovo non si adatta al vecchio. Nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo fa scoppiare gli otri, il vino si spande, e gli otri vanno perduti. Ma il vino nuovo va messo in otri nuovi. E nessuno, che abbia bevuto vino vecchio, ne desidera del nuovo, perché dice: “Il vecchio è buono”».’ (Luca 5, 36-39)
Dunque è sulla base della negazione della verità contenuta nei Vangeli che Heimerl accusa la Chiesa Cattolica di ‘apostasia’…
Poi cita una ‘professione’ della FSSPX che vorrebbe insinuare che la Santa Croce e il Santo Sacrificio sarebbero un’esclusiva della Fraternità nella celebrazione della Santa Messa — quasi che tutti gli altri sacerdoti e i Vescovi in comunione con il Papa invece Li avessero disconosciuti. Un’ennesima falsa (nella sua genericità) e infamante accusa per gettare discredito sulla Chiesa di Cristo.
Poi aggiunge: “Sono nato dopo il Concilio Vaticano II e ho vissuto la mia educazione cattolica – perdonate il linguaggio – con una menzogna oltraggiosa, che, come molte altre, non ho riconosciuto come tale per lungo tempo e che oggi mi inorridisce ancor di più.”
Quindi sarebbe una ‘menzogna oltraggiosa’ affermare che la Chiesa Cattolica Romana esisteva prima, durante e dopo il Sacro Concilio Vaticano II. In pratica il Concilio promulgato dai Vicari di Cristo avrebbe ‘scattolicizzato’ irrimediabilmente la Chiesa…
Il paradosso è che questi sedicenti tradizionalisti han poi l’ardire di accusare i modernisti di ‘relativismo’, quando loro stessi sono i primi a giudicare arbitrariamente la Chiesa e i Papi sulla base di illazioni, contorte fantasie o incoerenti e quanto mai irrazionali ricostruzioni.
La Chiesa Cattolica Romana è in un momento molto travagliato, questo è certo; ma descriverla come un ‘paesaggio di rovine’ fa solo emergere la rovina interiore di chi scrive.
Che la “nuova” Messa avrebbe un orientamento fondamentale non cattolico è una palese falsità, qui presentata come un dato di fatto oggettivo.
Segue poi il solito inganno (molto usato anche da Viganò) che in questo caso vorrebbe assimilare i termini “sinodale” ed “ecumenico”.
Facciamo chiarezza: la sinodalità promossa dagli antipapi Bergoglio e Prevost è una deriva modernista (una ‘democratizzazione’ che annacqua e svilisce il ruolo in particolare dei vescovi, i successori degli apostoli, secondo l’ordine che Cristo ha dato alla sua Santa Chiesa), mentre l’ecumenismo è chiaramente parte integrante del piano di Cristo (v. Giovanni 10, 16: ‘un solo gregge e un solo pastore’) e va quindi perseguito senza però mai scendere a compromessi con le verità di fede.
Alla domanda: “da che parte stiamo?”
Rispondo così: né con gli scismatici della FSSPX e la loro ‘tradizione di ribellione al Papato’; né con la chiesa secondo il ‘magistero’ degli antipapi Bergoglio e Prevost.
Dove sta allora la Chiesa vera?
Con il legittimo successore di Papa Benedetto XVI, che al momento è costretto a restare nel nascondimento e a riconoscere il ‘Papa’ visibile, Leone XIV, per tenere unita la Chiesa: perché tanti sacerdoti, monaci, monache, suore, frati e fedeli non sono responsabili dell’usurpazione in corso e non sarebbe giusto abbandonarli creando un gran caos e uno scandalo senza rimedio (dato che oggi all’autentico Vicario di Cristo non sarebbe ‘concesso’ di governare la Chiesa, per ragioni politiche).
Si soffre, dunque, per l’usurpazione, ma si rimane dentro la Chiesa portando anche questa Croce (quella a cui inneggiano tanto quelli della FSSPX, salvo poi rifiutarsi, nei fatti, di portarla…), facendo del proprio meglio per testimoniare la Fede anche in questo tempo di confusione e inganno, nella speranza che il seme piantato da Papa Benedetto germini e porti presto a una nuova fioritura della Chiesa, come annunciato da profezie bibliche e mariane:
https://sfero.me/article/apocalisse-punto-siamo-cosa-sta-accadere-1749645515994
Bravissimo, don Heimerl!
Poche parole. Semplicissime. Basate sulla constatazione di FATTI, evidenti – anzi evidentissimi – per chiunque VOGLIA vederli.
Non lasciamoci abbindolare dalle miriadi di parole che utilizza chi sta dalla parte della menzogna, e non della Verità.
“Dai loro frutti li riconoscerete” . E tanto basta!
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV7936_FSSPX_Pentecoste_Mons_Strickland_denuncia.html. : che vescovo, che uomo, che coraggio ! Ha il coraggio che manca a tutto il clero, e sottolineo tutto, prono ai diktat della gerarchia sinidalconciliare, inequivocabilmente traditrice di Cristo e della Sua Santa Chiesa, che questi usurpatori trattano cone fosse cosa loro, di cui possono usare e abusare a piacimento. Preti pavidi, opportunisti, amanti del quieto vivere, della poltrona e dei benefici, oppure apertamente collaborazionisto col male, il Maligno che detiene ormai quasi alla luce del sole il potere in ambito civile, politico ed ecclesiastico, questa la triste realtà della cosidetta Chiesa militante, nella sua componente clericale. Una prova ? tutte le nomine fatte da Papa Leone, il suo elogio a Bergoglio e ai suoi eretici documenti, come Amoris Laetitia, il suo appoggio a Tucho Fernandez e ai suoi blasfemi documenti, Fiducia Supplicans, Mater Populi Fedeli, ecc. Ben vengano quindi cotaggiosi prelati come mons. Viganò e mons. Strickland, ma anche semolici sacerdoti come don Claudio Crescimanno e don Lorenzo Maria Pompei.
Caro padre Heimerl,
il problema del suo testo non è l’amore per la Tradizione.È la sostituzione della Tradizione con una contro-Chiesa costruita contro Roma.
Lei compie infatti un’operazione teologicamente gravissima:attribuisce alla Fraternità San Pio X il ruolo di unico custode della fede cattolica, mentre descrive la Chiesa visibile, i papi e il Magistero come sostanzialmente apostati.
Ma questo non è cattolicesimo.È precisamente la logica che nella storia ha sempre prodotto scismi.
Perché la Chiesa cattolica non insegna mai che la vera fede possa sopravvivere separandosi praticamente dal principio visibile dell’unità ecclesiale, cioè dalla comunione gerarchica con il Romano Pontefice.
Lei può discutere prudenzialmente decisioni pastorali, ambiguità, crisi liturgiche o perfino errori non definitivi di singoli uomini di Chiesa.Ma quando arriva a sostenere che:– “solo” la Fraternità custodirebbe la vera fede;– la Chiesa post-conciliare sarebbe una “pseudo-chiesa”;– i papi diffonderebbero eresie;– la nuova Messa sarebbe “non cattolica”;allora lei esce dalla critica teologica ed entra nella demolizione dell’ecclesiologia cattolica.
Ed è qui che il suo discorso collassa.
Perché se davvero la Chiesa ufficiale fosse diventata strutturalmente apostata per oltre sessant’anni, allora le promesse di Cristo sarebbero fallite:“Le porte degli inferi non prevarranno”.“Allora conferma i tuoi fratelli”.“Io sono con voi tutti i giorni”.
A quel punto non resterebbe più la Chiesa cattolica, ma soltanto gruppi auto-certificati che si proclamano “resto fedele”.Esattamente ciò che il protestantesimo ha fatto sin dal XVI secolo.
Lei inoltre usa la liturgia come criterio assoluto di ecclesialità, fino a identificare praticamente la fede cattolica con il solo rito tradizionale.Ma la Chiesa non ha mai insegnato che la validità della fede dipenda esclusivamente da una determinata forma rituale.
La Messa riformata può essere celebrata male, banalizzata o deformata da derive orizzontali — e questo è vero.Ma da qui a definirla “non cattolica” vi è un abisso teologico.
Perché il Novus Ordo promulgato dal Papa contiene:– il sacrificio eucaristico,– la presenza reale,– il sacerdozio ministeriale,– la consacrazione valida,– l’offerta del Corpo e Sangue di Cristo.
Negare sostanzialmente la cattolicità della lex orandi promulgata dalla Chiesa universale significa colpire la stessa autorità della Chiesa.
E infine il punto più grave:lei banalizza la scomunica.
La presenta quasi come una medaglia d’onore contro una Chiesa corrotta.Ma la scomunica non è un trofeo eroico:è una ferita reale alla comunione ecclesiale.
Che oggi esistano gravissimi doppi standard disciplinari è evidente.Che molti errori vengano tollerati scandalosamente è altrettanto evidente.Ma il lassismo verso alcuni non rende lecita la disobbedienza di altri.
San Pio X, che lei evoca continuamente, combatté il modernismo restando pienamente dentro la struttura gerarchica della Chiesa, non costruendo una contrapposizione sistematica tra “vera fede” e Roma.
Ed è proprio qui la contraddizione finale del suo testo:lei dice di amare la Tradizione, ma finisce per colpire il cuore stesso della Tradizione cattolica:la Chiesa visibile, gerarchica, sacramentale e unita attorno a Pietro.
Perché senza Pietro resta soltanto una costellazione di gruppi convinti ciascuno di incarnare il “vero cattolicesimo”.
E questa non è la Tradizione cattolica.
È il principio protestante applicato in latino.
Lei stia e sia pure con Pio X, i veri cattolici stanno sempre col Papa, il vescovo di Roma
Al di là di tante belle parole presuntamente piene di zelo per la Chiesa e le sue sorti – già blindate da Dio stesso e grazie a Dio che guida Lui visto cosa facciamo noi – la realtà è che ci sono delle regole , e sono già note le conseguenze di quando quelle regole vengono infrante. Non è che la scomunica parte a caso, ma è una ratifica di qualcosa che viene portato a compimento dal soggetto che poi si vedrà ratificare la scomunica. E nel caso specifico Roma ha già parlato, ribadendo quanto già si sa : se non hai l assenso del Papa non puoi nominarti i vescovi. Se lo fai , non puoi poi fare il piagnisteo che sei stato scomunicato perché già sapevi cosa sarebbe successo (ed è già successo con Lefebvre) e Roma ha ribadito ciò che è regola e da prima di questa confusione che ormai sta dilagando. Dura lex, sed lex. E se stai nella Chiesa, sai che c’è una gerarchia, sai che ci sono delle regole, sai che ci sono tempeste, non puoi uscirtene che rispetti tutto ciò a macchia di leopardo, quando ti sta bene, ti sta simpatico, ti senti in sintonia con il Papa e la gerarchia, sennò punti i piedi e sbatti i pugni e poi mentre sbatti la porta accusi l altro che ti butta fuori di casa. È ipocrita. La Chiesa è “vecchia”, nel senso che gira da un po’ , non dagli ultimi 70/80 anni, e ha già visto queste sceneggiate. Come ha visto l’ esempio di chi nelle difficoltà ha invece tutto offerto a Dio con umiltà e obbedienza fidandosi di Dio che SEMPRE regge e vigila sulla Sua Chiesa, anche se come su ogni aspetto vuole la nostra collaborazione. Al momento questa bella mareggiata sta portando allo scoperto ciò che abbiamo nel cuore, magari senza esserci mai accorti e non sono cose granché in linea col Padre guardando alla realtà. La prova è per tutti, non solo per i laici anzi a quanto pare molto sacerdoti stanno scoprendo, di sicuro mostrando, anche loro la propria intimità di pensieri. La Chiesa è in sofferenza, ma non cadrà, a dispetto delle nostre presunzioni, ammantate di tante tante tante tante presunte belle parole.
Già.
Una di queste “sceneggiate” l’ha fatta Atanasio di Alessandria. Pluriscomunicato e perseguitato da tutta la “chiesa legale”.
Ma ha tirato dritto, perché era fondato sulla Roccia, piuttosto che sul papa di turno.
Alla fine, fu fatto Santo e Dottore…
Anche la FSSPX è fondata sulla Roccia, a differenza di Prevost e del suo pornografo di fiducia.
Chiedo scusa se faccio il Lapalisse romanesco:
ma de che stamio a parla’?
Chi sono coloro che scomunicano ci professa la fede cattolica?
Evidentemente coloro che NON professano la fede cattolica!
Tutto il resto è passatempo verbale.
PERFETTO!
Bravissimo, Nippo.
Ora ti consiglio di prepararti ad IGNORARE il profluvio di chiacchiere di qualcuno che cercherà come al solito di nascondere i fatti dietro alle parole.
Io ormai lo faccio io da un bel po’, risparmiando un sacco di tempo: “Contra facta…”
In effetti…
Effectivement, tant de rhétorique inutile est la conséquence d’un refus obstiné de voir la vérité et la réalité. Et bien sûr, dans cet état, un auteur ne peut pas être convaincant ni crédible.
La réalité peut s’expliquer bien plus simplement. Les oeuvres de Bergoglio et de Prévost révèlent que ce sont des imposteurs. Et il n’est pas possible de faire un vrai pape avec un faux pape sur lequel l’Esprit Saint ne repose pas.
Selon tout ce que nous explique le père Joachim Heimerl, nous pouvons en conclure qu’il devrait être capable de comprendre le chapitre XIII de l’apocalypse et de nous l’expliquer. Mais il n’y fait jamais allusion et cela nous oblige donc à conclure qu’il n’y croit pas. De la sorte, il ne peut pas voir ce qui se profile et il ne peut pas nous instruire en conséquence.
Bien sûr, tous les vrais catholiques qui connaissent les oeuvres hérétiques de Bergoglio, lesquelles sont perpétuées par Prévost, justifient la FSSPX dans sa décision de consacrer des évêques sans l’aval du pape. Mais cela ne va pas résoudre universellement le problème de ceux qui n’ont pas la possibilité de rejoindre la FSSPX. Le père Heimerl nous engage donc dans une impasse, en dehors de la vérité, de la réalité et du temps. Pendant ce temps, Prévost continue de détruire la Sainte Église. Plusieurs articles démontrent bien que sa ”magnifique” encyclique ”Magnifica Humanitas” n’est qu’un subterfuge pour transformer la foi et l’Église catholique en humanisme religieux.
https://www.lifesitenews.com/analysis/leo-xivs-magnifica-humanitas-a-blueprint-for-the-destruction-of-the-catholic-church/?utm_source=latest_news
Avec certitude, l’Eglise ”SYNODALE” créée par Bergoglio et Prévost est ”l’image en l’honneur de la Bête” dont parle l’apocalypse 13/12-17. Une fausse Église catholique et un faux christianisme. Le père Heimerl ne saura pas démontrer le contraire.