Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Life Site News, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.
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Il vescovo Schneider appoggia l’appello urgente che chiede a Papa Leone XIV di sostenere le consacrazioni della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Vescovo Atanasio Schneider YouTube/screenshot( LifeSiteNews ) — Il vescovo Athanasius Schneider ha appoggiato una petizione che esorta Papa Leone XIV a sostenere la prossima consacrazione dei vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), affinché la tradizionale congregazione sacerdotale non venga considerata scomunicata dal Vaticano.
«Chiediamo umilmente a Sua Santità di concedere alla Società di San Pio X la Sua benedizione, il mandato pontificio, per la consacrazione dei vescovi il 1° luglio senza precondizioni», si legge nella petizione, che i sostenitori sono invitati a firmare qui .
PETIZIONE: Appello urgente a Papa Leone XIV affinché sostenga la Fraternità Sacerdotale San Pio X.
La petizione accoglie con favore l’incoraggiamento rivolto da Papa Leone ai cattolici di rito orientale subito dopo il suo insediamento, affermando che i cattolici della Chiesa latina avevano sperato che il Papa “ci concedesse a tempo debito la piena libertà di vivere le nostre tradizioni di rito latino… una libertà di cui godono i nostri fratelli e sorelle in Cristo di rito orientale, ma che troppo spesso oggi ci viene limitata o negata dalle autorità ecclesiastiche”.
Per tradizione del rito latino si intendono la Messa e i sacramenti tradizionali in latino.
«Preghiamo che Sua Santità, vedendo un buon numero di cattolici di rito latino che traggono il loro vigore spirituale e sono sostenuti nella loro fede cattolica ricorrendo alla pienezza del loro patrimonio tradizionale di rito latino, voglia benevolmente e generosamente riconoscerli, benedirli e incoraggiarli nella loro fedeltà al loro patrimonio spirituale, proprio come ha fatto l’anno scorso con i cattolici di tradizione orientale», si legge nella petizione.
La petizione sottolinea che solo Leone XIII può concedere il pieno riconoscimento del Vaticano alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, che viene definita la più importante sostenitrice delle tradizioni del rito latino.
«Pertanto, noi sottoscritti, mossi da un sincero amore per le anime e per la Santa Madre Chiesa, e addolorati per le difficoltà che attualmente affliggono i suoi membri, desideriamo esprimere a Vostra Santità il nostro desiderio di sostenere la Società Sacerdotale di San Pio X nella sua lodevole opera di lunga data a favore delle anime», prosegue il testo.
La petizione sottolinea che Papa Francesco ha concesso alla Fraternità Sacerdotale San Pio X la facoltà di confessarsi e ha autorizzato i vescovi a delegare tale facoltà ai sacerdoti della Fraternità per particolari matrimoni.
« Ci appelliamo a Sua Santità in questo momento critico della vita della Chiesa affinché eserciti ora verso la Compagnia di San Pio X la stessa misericordia paterna e la stessa magnanimità di cui solo il Successore di San Pietro è capace», si legge nella petizione.
La petizione osserva che, se Leone dovesse appoggiare le consacrazioni della Fraternità Sacerdotale San Pio X del 1° luglio, “potrebbe fare molto per scongiurare un inasprimento delle divisioni nella Chiesa e una separazione effettiva dei cattolici buoni e fedeli, che altrimenti potrebbe protrarsi per decenni” o anche più a lungo, come accadde durante il Grande Scisma del 1054.
«La consacrazione dei vescovi nella Fraternità Sacerdotale San Pio X non costituirebbe in alcun modo una minaccia per coloro che potrebbero percepire la Fraternità come tale. Piuttosto, permetterebbe a un buon numero di fedeli cattolici, desiderosi del sacro patrimonio della Chiesa latina – il suo patrimonio liturgico, devozionale, disciplinare e spirituale – di vivere la propria forma tradizionale di vita cattolica indisturbati, in pace con il resto della Chiesa», si legge nel documento.
La Casa Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X ha rivelato all’inizio di quest’anno che il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto eterodosso della DDF, ha chiarito che i documenti del Concilio Vaticano II devono essere accettati integralmente dalla Fraternità per ottenere lo status di “regolare” nella Chiesa.
ULTIM’ORA: I vescovi eletti della Fraternità Sacerdotale San Pio X provengono da famiglie numerose
Tuttavia, la richiesta di Fernández di una piena accettazione da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X dei testi del Concilio Vaticano II è in contrasto con il chiarimento dell’arcivescovo Guido Pozzo del 2016, secondo cui “alcuni testi del Concilio… non sono dottrinali e quindi non vincolanti per la coscienza cattolica”, come riportato dalla giornalista Maike Hickson. Pozzo ha specificamente citato i testi con cui la Fraternità San Pio X ha da ridire, tra cui Nostra Aetate sul dialogo interreligioso, il decreto Unitatis Redintegratio sull’ecumenismo e la Dichiarazione Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa. Ha spiegato:
Non si tratta di dottrine o dichiarazioni definitive, bensì di istruzioni e linee guida per la pratica pastorale. Si può [pertanto legittimamente] continuare a discutere di questi aspetti pastorali anche dopo l’approvazione canonica [della FSSPX], al fine di giungere a ulteriori [e accettabili] chiarimenti.
Teologi e prelati come il vescovo Schneider hanno inoltre sottolineato che la mancanza di un’intenzione scismatica da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X preclude una valida scomunica, come chiarisce il diritto canonico.
La petizione sottolinea inoltre che, a sua conoscenza, “non sussistono validi motivi per negare al clero e ai fedeli della Fraternità Sacerdotale San Pio X il riconoscimento canonico ufficiale”, e osserva che “la Fraternità Sacerdotale San Pio X crede, pratica il culto e conduce una vita morale come richiesto e riconosciuto dal Magistero Supremo e come è stato universalmente osservato nella Chiesa per secoli”.
Padre Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ha riferito il mese scorso che Papa Leone XIV non aveva ancora risposto alla loro richiesta di incontrarsi prima della data di consacrazione prevista per il 1° luglio.
«Prima di dichiarare eventualmente scismatica una società che conta più di mille membri e che rappresenta un punto di riferimento per centinaia di migliaia di fedeli in tutto il mondo, sarebbe opportuno conoscere personalmente coloro che saranno giudicati», ha affermato .
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6 commenti su “Mons. Schneider Appoggia l’Appello a Papa Leone: Riconosca i Nuovi Vescovi FSSPX. LifeSiteNews.”
Senz’altro, pieno sostegno alla FSSPX!
Anche se, a ben vedere, l’approvazione (impossibile) da parte degli apostati scismatici di Roma non aggiungerebbe nulla.
https://www.aldomariavalli.it/2026/05/30/con-roma-o-con-la-fsspx-le-vostre-risposte-9/amp/. : caro Marco, sebbene sia un po’ titubante nel riportare su un sito articoli apparsi su un altro sito, questo lo voglio condividere con te e gli amici di Stilum Curiae; ecco.il motivo : mi trovo in totale sintonia con il pensiero di Angelo Pozzi ( la prima lettera), anch’io non riuscivo a capire come fosse possibile che NSGC avesse lasciato la Sua Chiesa in mano a ribelli rivoluzionari e traditori per così tanti anni, dal Conclave del 1958… ma poi, di fronte all’ evidenza inequivocabile, ho dovuto arrendermi ( c’è un blogger che si firma proprio “arrendersi all’evidenza”), in ciò consolato anche da quanto affermò tempo fa mons. Viganò ( di cui da anni, ormai, conservo gelosamente l’antologia dei suoi articoli) ” agli inizi non pensavo che le innovazioni fossero volte a distruggere la Chiesa bimillenaria, ma ora che ho capito, non posso più tornare indietro”, ovviamente è stato scomunicato dalla cricca che occupa abusivamente tutte le sedi ex cattoliche ( ma che valire ha la loro scomunica? non avendo loro più nemmeno un briciolo di fede cattolica? è la conferma della loro colpevolezza) e ha dovuto darsi alla macchia ( la vicenda di papa Luciani docet) per non incappare nella ” misericordia” della gerarchia modernista.
Incredibile!
Il “papa” (ma insomma è un papa legittimo o no?)
dovrebbe sostenere le consacrazioni della FSSPX!
Si sono invertite le parti? Il “papa” dovrebbe piegarsi alle esigenze
della FSSPX che riconosce Prevost (e prima ancora Bergoglio) come
papa legittimo, che però … o fa come vuole la FSSPX oppure questa lo scavalca
e gli disobbedisce: grottesco!
La FSSPX sostiene che la consacrazione dei (suoi!) vescovi è dettata
dalla necessità di salvare le anime, da ciò discendendone che nella
chiesa di Prevost le anime vanno alla perdizione.
Ma, ammesso che il “papa” acconsentisse, la si può immaginare
una “chiesa” che contempla il gemellaggio
fra tradizionalisti e progressisti woke-ambientalisti?
Si può immaginare a san Pietro in contemporanea
il giubileo lgbt e in un altare laterale la Messa tridentina?
Cioè il peggio del peggio per … la salvezza delle anime?.
Ma … stiamo su “Scherzi a parte”?
Caro Enrico, lei ha perfettamente ragione, ma non è solo incredibile ma è una situazione reale molto torbida, come torbidi sono i cuori dei responsabili. E basterebbe questa affermazione perchè lei ha già una visione concreta della situazione Roma/FSSPX, ma per i lettori (non mi dilungo perchè lo faccio spesso) riassumo:
La FSSPX: NON ha uno status ecclesiale; NON celebra sacramenti leciti, per non dire invalidi; ha deciso autonomamente di rimpiazzare i vecchi con nuovi vescovi mentre sa bene che Roma solo può scegliere ed autorizzare; non vuole però la Giurisdizione ai Vescovi perchè non vuole un territorio su cui Roma dia ordini e prenda il possesso di immobili e depositi bancari. La FSSPX pur reintegrata dalla scomunica, scomunicata lo è però di fatto Latae Sententiae perchè ancora non riconosce il Concilio, e se dice di riconoscere il papa nelle sue fila accoglie preti sedevacantisti contro il magistero dei papi conciliari. Dice di agire per “stato di necessità” della Chiesa ma la vera necessità è per le sue cose private, organizzative e finanziarie; dimentica inoltre che la valutazione delle necessità e dei correttivi è solo della primazia papale e non dei suoi 4 gatti scalcagnati scismatici dai tempi di Lefebvre. Scrive un atto di credo ma sfida e ricorda a Roma che il modernismo è romano, dice di riconoscere il papa ma non la sua autorità e il primo luglio nominerà i vescovi.
Messa latina, vetus ordo sono pungoli per eccitare gli animi semplici a ribellarsi a Roma, nonostante che Benedetto, ultimo vero papa, abbia disposto la convivenza dei due Riti la FSSPX rifiuta la celebrazione del Novus.
La chiesa di Prevost, se fosse quella cattolica, allora avrebbe ragione d. PP. : il
papa comanda e il papa decide… detto molto in sintesi, con l’aggiunta che i cattolici tutti -vescovi compresi- obbediscono! Ma la reale situazione torbido/comica ci fa vedere degli scismatici Lefebvriani che vorrebbero imporre, anzi pretendere, da altri scismatici che il loro capo americano dica loro: “signorsì”, ai colleghi di scisma. Prevost infatti appartiene e dirige un’altra falsa chiesa sinodale dedita al sincretismo religioso, alla sodomia, alla nuova fede sull’uomo al posto di Dio.
Col permesso del caro Tosatti, vorrei segnalarle, gentile Enrico, un bellissimo articolo che viene dal Blog di Paciolla, che è degno di essere letto per capire come ogni vero cattolico (il prof Trabucco, che non si è accorto dell’antipapato, purtoppo) dovrebbe vedere la faccenda di cui trattasi. Interessante anche un commento di un lettore: https://www.sabinopaciolla.com/la-necessita-non-crea-lepiscopato-risposta-a-corrado-gnerre-sul-limite-teologico-tomista-e-canonico-delle-ordinazioni-episcopali-senza-mandato/… Dovrebbe leggerlo anche mons. Shneider, per imparare qualcosa sulla sua religione e sui suoi compiti di vescovo.
Ora, per concludere: poichè la FSSPX dice di riconoscere il papa, allora è doppiamente scismatica e niente cambierà se Prevost la scomunicherà con un atto antipapale di valore nullo. Qui quello che davvero si sta divertendo è Satanasso che ha in mano due pesci lessi Prevost e Pagliarani e dall’inferno sembra che dica: “nel torbido si pesca meglio” (film “Operazione sottoveste, 1959) e i fessi dei cattolici? Stanno a guardare e si litigano sulla lingua latina e sull’impressione sulla FSSPX, purtroppo errata, di aver a che fare con la tradizione.
Caro Schneider,
in questo “minestrone” di appelli, petizioni, paragoni col Grande Scisma e richieste di mandato pontificio si continua accuratamente ad evitare il punto centrale.
La questione non è la Messa tradizionale.
Non è il latino.
Non è neppure l’amore per la Tradizione liturgica.
La questione è molto più semplice e molto più grave:
può una comunità consacrare vescovi senza piena comunione dottrinale e giuridica con Roma, pretendendo poi che il Papa benedica l’atto?
Perché qui sta il nodo.
Si continua infatti a ripetere:
“Non c’è intenzione scismatica”.
Ma la Chiesa non ha mai insegnato che basti dichiarare soggettivamente “non voglio essere scismatico” perché un atto cessi di essere oggettivamente gravissimo.
Anche mons. Lefebvre nel 1988 sosteneva di non voler fare uno scisma.
Eppure Giovanni Paolo II parlò di “atto scismatico” (Ecclesia Dei adflicta, n. 3).
Perché?
Perché consacrare vescovi contro o senza il mandato pontificio tocca la costituzione stessa della Chiesa, fondata sulla comunione gerarchica con Pietro.
Ed è curioso che proprio coloro che parlano continuamente di Tradizione dimentichino che la Tradizione cattolica non è solo rito:
è anche struttura apostolica, unità visibile e obbedienza ecclesiale.
Inoltre il paragone coi cattolici orientali è profondamente scorretto.
Le Chiese orientali cattoliche sono in piena comunione con Roma.
La Fraternità San Pio X invece continua a contestare apertamente parti del Magistero conciliare e postconciliare, soprattutto su ecumenismo, libertà religiosa e rapporti con le altre religioni.
Che alcuni testi conciliari abbiano bisogno di chiarimenti è legittimo sostenerlo.
Che non tutto il Vaticano II abbia valore definitorio è vero.
Ma altra cosa è costruire per decenni una situazione ecclesiale parallela nella quale si finisce di fatto per essere “cattolici a condizione”.
E poi basta con questa narrazione secondo cui Roma starebbe perseguitando “i cattolici buoni e fedeli”.
La Chiesa non è divisa tra:
– i puri della Tradizione da una parte
– e i modernisti dall’altra.
Questa è una caricatura ideologica.
Nella Chiesa esistono certamente ambiguità, confusioni e crisi gravissime.
Ma non per questo viene meno il principio cattolico fondamentale:
“Ubi Petrus, ibi Ecclesia”.
Se davvero si vuole evitare una frattura, allora non si organizza una consacrazione episcopale come leva di pressione sul Papa.
Si dialoga.
Si attende.
Si resta nella comunione visibile.
Perché alla fine il rischio è sempre lo stesso:
difendere la Tradizione fino al punto di separarsi concretamente dalla Chiesa visibile che quella Tradizione custodisce.
E allora la Tradizione smette di essere cattolica e diventa bandiera identitaria.
Don Pietro Paolo
Sia Lodato Gesù Cristo.
Io da comune fedele faccio davvero fatica a capire questa diatriba. Penso che più di qualcuno si domandi nel concreto del proprio quotidiano, se questa Chiesa è ancora la Chiesa che lo ha educato ai valori cristiani, nel seno della quale è cresciuto ed in modo particolare nell’appuntamento almeno settimanale della Santa Messa.
Perchè è dura accettare gli schiamazzi in Chiesa, gli applausi durante le celebrazioni, le generali mancanze di rispetto e di devozione al Santissimo Sacramento e chi più ne ha, più ne metta. E di questo scempio non si vede la fine. Anzi !!!
Ma è possibile che si pretenda unità quando sembra che si faccia di tutto per abbracciare il mondo e le sue sataniche lusinghe ? Ma come si fa ad essere sale della terra seguendo una chiesa che non ha minimamente rispetto per Dio e la sacralità del luogo dove lo si venera?
Costa tanta fatica per me oggi, lo scrivo con dolore, rimanere fedele. Che poi è rimanere sotto la croce di Gesù, pregando per la Chiesa e per i Sacerdoti. Ma per Grazia sono nato Cattolico e Cattolico voglio rimanere fino all’ultimo respiro pur con tante debolezze.
Questo credo sia l’insegnamento dei Santi, che per obbedienza hanno subito il martirio, fisico o spirituale, ma lo hanno offerto per la santificazione della Chiesa.
Non giustifico queste nomine episcopali: forse senza rendersene conto la Fraternità sta facendo il gioco del maligno che fa di tutto per dividere la Chiesa.
Ma mi domando come sia possibile da parte dei successori degli apostoli, essere così proni al mondo. Ci mancavano solo le veglie di preghiera contro l’omotransfobia! Volete fare le veglie di preghiera? Ma fatele al Sacro Cuore di Gesù, al Cuore Immacolato di Maria, consacrando a Loro parrocchie e diocesi ! Invitate la gente alla conversione, perchè senza di essa non si è perdonati e si è condannati alla dannazione eterna, non che si è tutti salvi a prescindere !
Vogliamo una Chiesa coerente con il Vangelo! E che evangelizza le genti secondo il mandato di Gesù. Perchè non c’è salvezza senza di Lui.
E che venga presto il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria!
Enrico