Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione sulla corsa al riarmo – condannata da Leone XIV – e pienamente appoggiata dal governo italiano. Buona lettura e condivisione.
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Il primo è questo commento di Giancarlo Selmi, a cui va il nostro grazie.

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(Giancarlo Selmi) – Il Corriere della Sera è passato dall’essere un autorevole quotidiano a una fabbrica di minchiate. Minchiate esondanti la redazione del giornale per riempire i salotti dei talk shows de La7. Pieni di giornalisti del Corriere quasi ad accontentare una sorta di “economia di scala”, o di sinergia editoriale voluta da Cairo. Peccato che si parli di giornalismo, peccato che le minchiate vadano a orientare le menti dei lettori e dei telespettatori, altrimenti sarebbero una variante della comicità demenziale e non indignerebbero. |
| Invece indignano. Perché la linea di confine della decenza e del rispetto per lettori e teleutenti, ma anche per chi non aderisce al “monopensiero” che si vuole imporre, è stata abbondantemente superata. L’invasione del territorio dell’indecenza è cronaca. Basti ricordare i frequenti e spesso abominevoli attacchi, anche in assenza, contro Giuseppe Conte, o la pubblicazione delle liste di proscrizione dei presunti “putiniani” italiani, con tanto di foto in prima pagina. Ma c’è stata anche della involontaria comicità in articoli che hanno suscitato grasse risate. |
| Indimenticabile la storia dei “chip” tolti alle lavatrici, dai russi, per fare funzionare i carri armati. Degne di una sceneggiatura da film comico le malattie dell’autarca russo, dai tremolii ai vari tumori che, come se avessero i piedi e camminassero, venivano localizzati un po’ qui, un po’ là, per tornare poi lì. Sugli esiti della guerra, neppure parlare. Non ne hanno azzeccata una che sia una. Se i litigi con Orsini dei “similgiornalisti” del Corriere, venissero raccolti e ritrasmessi in unica soluzione, assisteremmo a un’epica battaglia: le minchiate contro la scienza, lo studio e la ragionevolezza. |
| Insomma, la minchiata come arma di propaganda, tanto nessuno poi se la ricorda o, peggio, ammette di averla scritta o detta. Uno dei più presenti in questo senso, addirittura vicedirettore, è Fubini. Qualche tempo fa parlò (con aria seria peraltro) del reclutamento da parte dei russi, in mancanza d’altro, di homeless e alcolizzati con la promessa di stipendi faraonici. E dell’avvento, sul fronte, di nuovi mezzi di trasporto, il mulo e i motorini. Giorni fa ha aggiunto: “i russi arruolano tossicodipendenti, soggetti affetti da HIV, epatite e sifilide. Uomini in declino che non riescono neppure a tenere il peso di uno zaino”. |
| Quindi ci stiamo riarmando, stiamo togliendo risorse alla vita delle persone, al welfare, a sanità, a pensioni, alle scuole per paura di questa roba qui? Tutto questo richiamo alla sicurezza, quest’aria di guerra, è quindi paura di un esercito improbabile, senza armi, formato da gente che non si regge in piedi, impantanata in Ucraina? Perché entrambe le narrazioni, quella di una Russia che non vince e di un’altra Russia che invece può fare abbeverare i muli dei cosacchi a Lisbona, la fanno le stesse identiche persone. Che il lunedì parlano di tossicodipendenti con la scimitarra e il martedì del rischio che la perfida Russia attacchi simultaneamente una trentina di paesi. |
Hanno la faccia così simile al fondoschiena che ogni sibilo che esce dalla loro bocca inquina peggio di un allevamento intensivo. Peccato che la situazione sia terrificante, altrimenti ci sarebbe da morire dal ridere.
***Poi c’è questo commento su Facebook di Francesco Agnoli che ringraziamo di cuore:
Rheinmetall AG, industria “tedesca” di armi conosce una “crescita eccezionale” dal 2022. I principali holder sono Black Rock, Morgan Stanley, Vanguard group, UBS Asset Management… Nel 2024 Rheinmentall e Leonardo istituiscono la Leonardo Rheinmetall Military Vehicles. Uno sguardo a queste realtà internazionali può aiutare a capire la forza e l’estensione del partito pro guerra.
Ma i russi si armano!
La Federazione russa spendeva in armi, nel 2023 circa 109 miliardi di dollari ( nel 2021 65), l’UE è a 340 miliardi ( nel 2021 214), gli Usa 900 miliardi di dollari, il 37% della spesa militare mondiale. Non c’è paragone.
Ma sei vittima della propaganda russa!
Anche questa è davvero bella. L’URSS aveva un sistema di propaganda certamente fortissimo, perchè esistevano dovunque partiti comunisti. Oggi tutti i media più importanti sono in mani americane o europee, non certo russe (presentare Sputnik e Rt come potenze mediatiche è del tutto risibile: Sputnik Italia aveva circa dieci dipendenti, cioè nulla).
***E infine questo commento di Tommaso Merlo, a cui va il nostro grazie.
(Tommaso Merlo) – Quella che chiamavano crisi, in realtà è declino. Stiamo precipitando in un baratro e nessuno ha la più pallida idea di come uscirne. Tantomeno la peggiore classe dirigente della storia repubblicana le cui uniche vere competenze sono l’arrampicata sociale, la chiacchera propagandistica e l’ingegneria poltronistica. È l’anno dei record negativi di affluenza alle urne, per la stragrande maggioranza degli italiani non c’è nessuno degno di essere votato. Quanto all’informazione peggio ancora, i loro giornali non se li leggono nemmeno più tra di loro e continuano ad invitarsi a vicenda nelle cagnare televisive mentre la società scrolla altrove. Eppure riflettere e tornare a fare buona politica e vero giornalismo, non passa nell’anticamera del cervello a nessuno. Ed hanno ancora ragione loro. È questo il vero male della nostra epoca. L’egoismo viscerale che si fa casta che si fa sistema col proprio posticino al sole come unico vero motore esistenziale. Visibilità, soldi, potere e sguazzo nell’alta società ad ingrassare il proprio personaggio pubblico mentre sprofondiamo tutti in un baratro senza fondo. L’Italia è in mano agli strozzini della finanza globale e la scarsissima sovranità che le rimane la usa per fare da serva alla Casa Bianca, il bancomat della Nato, l’impiegata dei tecnocrati di Bruxelles e la cameriera delle lobby che a turno entrano nei palazzi per abbuffarsi. Non è solo una gravissima crisi politica, è anche democratica. Eppure non si muove una foglia, non si capisce se siamo alla quiete prima della tempesta oppure alla morte celebrale collettiva dovuta alla nuova droga di massa, quei social media che trascinano interi popoli in una perenne realtà virtuale. Di questo passo arriveremo davvero a Fabrizio Corona premier così perlomeno usciremo da questo mortorio da casa di riposo e potremo dedicarci al gossip a tempo pieno, vecchi e brutti svaccati sul divano di casa e giovani e belli a svendersi per arrivare davanti a qualche telecamera per riempirsi le tasche in modo da investire tutto in cure estetiche e costumi di scena. Non è solo una gravissima crisi democratica, ma anche culturale. Esausti di rigirarsi nelle tombe, i nostri avi ci stanno mandando a far in culo ma nessuno li ascolta. Perché nessuno guarda indietro e nemmeno avanti ma solo dentro a qualche schermo. Invece che leader politici illuminati, miseri influencer che postano fregnacce a raffica. Invece che cittadini protagonisti, followers che si scaricano addosso le proprie frustrazioni esistenziali. Il tutto mentre Lorsignori ristrutturano ville e per i poveri cristi diventano un lusso due camere in affitto e pagare le bollette senza bestemmiare. Il tutto mentre non nasce più nessuno e quei pochi che ancora lo fanno scappano a gambe levate appena possono e vengono rimpiazzati da maranza di ogni genere e specie che tengono in piedi la baracca e di questo passo riemigreranno di spontanea volontà pure loro. Ormai l’entroterra italiano è il regno di lupi, cinghiali e pionieri di un paradigma più sensato mentre in città cresce disillusione e degrado psicosociale. L’Italia sta diventando un mega bed&breakfast per pensionati del nord Europa in cerca di sole e cibo commestibile e di americani in fuga dall’inferno turbocapitalista. Quanto al genio italico, in un mondo devastato dall’ingiustizia sociale, noi produciamo lusso per la manciata sempre più esigua di arricchiti del pianeta che ringraziano a modo loro. Come quello di Amazon che ha fatto una strage epocale di esercenti e tra poco anche il buongiorno altrui si comprerà online. Roma intanto è uscita dalle mappe, si litiga giusto su come spartire gli spiccioli e siamo talmente irrilevanti che abbiamo dovuto superare l’endemico campanilismo e guardare oltralpe per capire come va il mondo. È stato un altro anno di disumano genocidio, con noi paladini dei diritti umani complici dell’ideologia sionista intenta a sterminare innocenti per coronare i sui biblici deliri. Tragici rigurgiti da secolo scorso e se non siamo ancora riusciti a sradicare il nostro fascismo, figurarci quello israeliano. Ma è stato l’ennesimo anno di guerra anche sull’uscio di casa, dopo decenni di conflitti a vanvera in giro per il mondo, la mega lobby della guerra ed i suoi burattini politici giocherellano con la terza guerra mondiale nucleare contro la Russia, siamo ai nemici immaginari pur di vendere bombe. Per i poveri neanche un pacco di cibo, per la lobby delle armi miliardi di debiti e via con la militarizzazione di massa. Sono già partiti a spacciare la guerra come sensata e perfino indispensabile, e una volta normalizzata la follia militare passeranno all’arruolamento. Il mondo è diventato un sanguinario videogioco ma pare che serva ancora carne da macello in trincea. È stato l’anno dell’accelerazione del crollo dell’impero americano e della Cina ormai in fase finale di sorpasso. Si va verso un ordine multipolare più intelligente ma prima di appendere i fucili al chiodo, i Marines potrebbero tentare un tragico colpo di coda e sono già in postazione. Già, il declino italico è parte del declino dell’intero occidente vittima del suo unico e vero nemico di sempre che non è là fuori, ma dentro. Quella pandemia egoistica e narcisistica aggravata dalla sbornia consumista e dall’ormai ridicolo suprematismo di matrice razzista. Una pandemia che ha prodotto leader che incarnano in maniera spettacolare tutti i nostri mali come Donald Trump. Emblema di una gravissima crisi non solo culturale, ma anche interiore. Abbiamo perso di vista noi stessi e cosa sia davvero la vita. Finendo per ricascare nei tragici errori del passato come la guerra e riducendoci a ridicoli follower del nulla. Coi nostri avi che dalle tombe ci mandano a fare in culo, con popoli interi spersi nella realtà virtuale mentre politicanti da barzelletta e lobby bulimiche ci spolpano ogni brandello di futuro. Eppure nel mondo reale non si muove una foglia, non si capisce se siamo alla quiete prima della tempesta oppure alla morte celebrale collettiva e non ci resterà che apprendere mandarino. Stiamo precipitando in un baratro ma nessuno si ferma a riflettere e prova a cambiare, ed è questo l’augurio per il nuovo anno. Che la società civile esca dal letargo e si rimetta a lottare per una vita degna di essere vissuta e per una politica ed una democrazia all’altezza delle sue consapevolezze e delle sfide del nostro tempo. §§§Aiutate Stilum Curiae IBAN: IT79N0200805319000400690898 BIC/SWIFT: UNCRITM1E35 ***
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4 commenti su “Baratro Italia. Fabbrica di Minchiate. Profitti di Armaioli di un Nemico Inesistente. Agnoli, Selmi, Merlo”
Minchiate vanno perlopiù ad orientare menti… di minchioni!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Mi pare che questo articolo possa essere di estremo interesse. A me fa capire, fra tutta questa confusione, il perchè di molte cose che stanno sucedendo. Per altri forse l´articolo mette anche in chiaro il “Chi” e chi sta facendo il “Loro” lavoro sporco in nome della “Democrazia”.
https://www.zerohedge.com/geopolitical/land-confusion-great-reset-motion (in inglese)
Due precisazioni. Riguardo Trump : certo e’ che sleepy Joe non era migliore di lui, tutt’altro. Riguardo Conte : la mia valutazione passa attraverso la cd ” pandemia”, ricordo vividamente i provvedimenti firmati con lo strombazzo di tutti i media…… e mi salta alla mente il proverbio: chi di spada ferisce di spada perisce ?
…sono d’ accordo, ma non cambierà le menti malate di chi governa
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