Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione due articoli che riguardano la prseenza e le tradizioni cristiane in Terrasanta. Buona lettura e diffusione.
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Il primo è de Il Manifesto:
Fagocitata dalle colonie anche la Betania dei Vangeli
Michele Giorgio

Al Eizariya, sobborgo orientale di Gerusalemme Est, la Betania citata dai Vangeli secondo i quali vi abitava Lazzaro, fatto resuscitare da Gesù Cristo, non si aspettava di essere fagocitata un pezzo alla volta dai progetti coloniali di Israele.
Certo, l’espansione dell’adiacente Maale Adumim, la più grande colonia israeliana costruita nella Cisgiordania occupata, ha rappresentato una minaccia costante per questa località palestinese già penalizzata dal Muro che l’ha separata da Gerusalemme. Ma quanto si è messo in moto con l’approvazione definitiva, nei mesi scorsi, da parte del governo Netanyahu dei piani di colonizzazione nella zona nota come E1 rischia di stringerla in una morsa.
Ora decine di supermercati, negozi di abbigliamento e calzature, piccoli ristoranti, barbieri e tabaccherie, fonte di sostentamento per circa 150 famiglie, hanno ricevuto mercoledì da funzionari israeliani, scortati da soldati, un ordine di evacuazione in vista della loro demolizione. La mossa, che ha gettato nella disperazione centinaia di palestinesi, conferma la determinazione di separare la Cisgiordania settentrionale da quella meridionale e di accentuare l’isolamento di Gerusalemme.
«IL GOVERNO NETANYAHU già da tempo sta attuando il progetto di insediamento E1», ha raccontato Khalil Abul Rish, sindaco di Al Eizariya, a un gruppo di giornalisti. «Israele intende completare un muro che dovrà separare la nostra città dall’insediamento coloniale di Maale Adumim e spezzare il collegamento tra la Cisgiordania settentrionale e quella meridionale», prosegue. Abul Rish teme che la fase successiva includa la demolizione di un numero ben più alto di abitazioni palestinesi, oltre a quelle che hanno già ricevuto l’ordine di sgombero.
Il Governatorato palestinese di Gerusalemme aggiunge che «le autorità di occupazione hanno intimato a 50 cittadini di chiudere le attività commerciali nella zona di Al-Mushtal, all’ingresso di Al Eizariya, entro oggi, 10 maggio, in preparazione all’esecuzione degli ordini di demolizione emessi nei loro confronti nell’agosto del 2025».
NON PERDE TEMPO il governo israeliano. Porta avanti i piani per la zona E1 incurante dei ricorsi presentati da varie parti contro le demolizioni, che dovrebbero essere esaminati a metà mese. I progetti rappresentano una minaccia diretta alla contiguità geografica palestinese e mirano a consolidare la cintura di insediamenti attorno a Gerusalemme Est.
Il piano prevede la costruzione di 3.412 abitazioni per coloni nella zona compresa tra Gerusalemme e l’insediamento di Maale Adumim. Questa barriera di colonie, tagliando in due la Cisgiordania, comprometterà le residue possibilità di istituire uno Stato palestinese indipendente e geograficamente contiguo.
Non a caso a insistere per la colonizzazione della zona E1, nonostante le pressioni e le critiche internazionali, è stato il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, residente nelle colonie e uno degli esponenti di spicco dell’estrema destra religiosa.
«Lo Stato palestinese non si elimina con gli slogan, ma con i fatti. Ogni insediamento coloniale, ogni quartiere, ogni unità abitativa è un altro chiodo nella bara di questa pericolosa idea», proclama ad ogni occasione Smotrich.
IL PIANO E1 è in preparazione da quasi trent’anni. Se ne cominciò a parlare nel 1999. Prevede la confisca di circa 1.200 ettari di territorio palestinese, la maggior parte dei quali dichiarati da Israele «terra demaniale». Centri per i diritti umani, come B’Tselem, sottolineano che la realizzazione del progetto isolerà la zona araba di Gerusalemme dalle città della Cisgiordania occupata, comporterà forti restrizioni e sfollamenti per circa 7.000 beduini che vivono e si muovono in quella zona da decenni e isolerà numerosi agricoltori palestinesi dalle loro terre coltivate. Oltre agli alloggi per coloni, il progetto E1 prevede anche la realizzazione di aree commerciali e turistiche, strade, infrastrutture e sedi per le forze di polizia e dell’esercito.
MERCOLEDÌ, con una lettera aperta indirizzata ai leader dell’Ue, 448 ex ministri, ambasciatori e funzionari europei, tra cui l’ex Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell, hanno chiesto un’azione immediata per fermare il piano E1. I firmatari sottolineano che il governo Netanyahu intende pubblicare bandi di gara dettagliati per lo sviluppo dell’area ed esortano l’Unione europea ad agire rapidamente. Esortano inoltre l’Ue a varare sanzioni contro gli israeliani coinvolti nelle attività di insediamento.
L’espansione delle colonie ha registrato una forte accelerazione sotto il governo attuale, che ha approvato la costruzione di 54 insediamenti nel corso nel 2025 e più di 100 a partire dal 2022.
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Il secondo è pubblicato da Avvenire:
Yarun, il villaggio cristiano del Libano che non c’è più: Israele lo ha raso al suolo

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1 commento su “Bulldozer, Coloni I$r@eliani Cancellano Villaggi e Memorie Cristiane in Terrasanta. Avvenire, Il Manifesto”
Dover demolire la propria casa mi sembra una delle peggiori torture che si possano immaginare..Che Dio abbia pietà delle vittime di questa e delle altre vittime delle guerre che ogni giorno si combattono. Per adesso abbiamo il dono della pace, eventi come questi ci dovrebbero indurre ad apprezzarlo maggiormente.
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