Denuncia un Medico Britannico: Tiro al Bersaglio IDF sui Bambini a Gaza. Libano, Attacco ai Cristiani.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione qualche elemtno di valutazione su quanto viene compiuto in Medio Oriente. Buona lettura e diffusione.

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Il primo è questo post pubblicato su Facebook da Lavinia Marchetti. Cliccate sul collegamento per vedere il video.

 

LA PERVERSIONE E L’OBLIO NEL GENOCIDIO PALESTINESE
gaza bambini mare
di Lavinia Marchetti
A quale grado di perversione occorre essere pervenuti per provare piacere nell’idea che una bomba stia per arrivare sulle teste di bambini che nuotano? Il video arriva da Gaza. Un soldato filma la propria mano sull’arma, poi la spiaggia dall’alto con l’acqua azzurra, figure che nuotano. L’esplosione sul bagnasciuga. La didascalia dice che ha sparato «per divertimento».
Poniamo che la scena corrisponda a ciò che afferma di essere. Il video è pubblicato dagli stessi soldati israeliani e ripreso da “L’antidiplomatico”. L’ipotesi è tutt’altro che implausibile: nel corso di questo conflitto, decine di soldati israeliani hanno pubblicato video di demolizioni celebrate come spettacolo, dileggiamenti con vestiti delle vittime e di prigionieri umiliati davanti alla telecamera del telefono.
È arduo ricondurre tutto questo a una perversione individuale, al tizio che ride felice, perché il contesto in cui accade è collettivo, politicamente fomentato da anni di deresponsabilizzazione giuridica. I soldati che filmano e condividono agiscono in una cultura militare che ha prodotto, in questo genocidio, un catalogo vasto di violazioni documentate. La patologia di un singolo, incoraggiata dall’ambiente, non può che trasformarsi in una norma collettiva. La violenza di un individuo isolato, per quanto orribile, resta intellegibile nelle sue dinamiche psicologiche. Quando la stessa violenza diventa pratica condivisa, tollerata dalla struttura militare e politica, va al di là della psicopatologia e si organizza in “cultura” necrofilica con oblio di che cosa significhi “umanità”. La cultura è più resistente della psicopatologia perché trova conferme continue nell’ambiente che la produce. Del resto lo vediamo tutti i giorni.
I bambini sulla spiaggia di Gaza facevano quello che i bambini fanno ovunque. Nuotavano.
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Poi c’è questo post su Instagram:

uk medico torture pal

l chirurgo britannico Nick Maynard ha fornito resoconti strazianti delle torture inflitte agli operatori sanitari palestinesi detenuti nelle strutture israeliane, descrivendo un quadro di gravi abusi fisici e psicologici che, secondo lui, va ben oltre i singoli episodi isolati.

Nelle testimonianze raccolte dai sopravvissuti, gli operatori sanitari hanno riferito di essere stati tenuti bendati per periodi fino a 60 giorni, ammanettati e costretti a stare in ginocchio o seduti senza potersi sdraiare per lunghi periodi. Molti hanno descritto ripetute percosse, elettroshock — anche sui genitali — e attacchi mirati alle parti intime.

“Non si tratta di poche mele marce — è una pratica sistematica”, ha affermato il dottor Maynard, attribuendo gli abusi al Servizio Penitenziario israeliano, alle guardie e al personale militare. Ha evidenziato casi di operatori sanitari rapiti dagli ospedali di Gaza e detenuti senza alcuna accusa, alcuni dei quali sarebbero stati torturati a morte.

Organizzazioni per i diritti umani, tra cui Human Rights Watch e gruppi israeliani come B’Tselem, hanno documentato modelli simili di maltrattamenti, violenza sessuale e condizioni degradanti in strutture come Sde Teiman. Anche i rapporti delle Nazioni Unite hanno sollevato preoccupazioni riguardo alla detenzione arbitraria e alla tortura dei palestinesi, compreso il personale medico, a partire dall’ottobre 2023.

Fonti palestinesi e detenuti rilasciati hanno ripetutamente descritto una rete di strutture in cui gli abusi sono all’ordine del giorno, con scarsa responsabilità da parte dei responsabili. Israele ha negato qualsiasi violazione sistematica, sostenendo che le procedure siano conformi alla legge, ma le organizzazioni per i diritti umani affermano che l’accesso indipendente rimane limitato.

Queste rivelazioni giungono in un momento di crescente attenzione sulle pratiche di detenzione israeliane nel contesto del conflitto in corso a Gaza, con gli attivisti che chiedono indagini internazionali su potenziali crimini di guerra.

#GazaUnderAttack #IsraeliTorture #FreePalestine #HealthcareInGaza #EndTheOccupation

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Poi c’è questo post di InsideOver. Cliccate per il video:

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“I bambini e ragazzi portati al pronto soccorso un giorno erano colpiti solo alla testa, un altro giorno solo al collo, un altro giorno solo ai testicoli”.

In un’intervista con Tucker Carlson, Nick Maynard, un chirurgo britannico che ha lavorato ripetutamente a Gaza descrive uno schema di ferite di colpi di arma da fuoco nei punti di distribuzione alimentare della Gaza Humanitarian Foundation dove i bambini venivano colpiti in parti specifiche del corpo a giorni alterni.

Il medico descrive un pattern ricorrente, che anche altri dottori hanno notato: “Lo schema delle ferite a cui abbiamo assistito era così impressionante da non sembrare affatto una coincidenza, e ci è sembrato che si trattasse di una sorta di tiro al bersaglio” ha spiegato Maynard.

Oltre 1400 persone, tra cui numerosi bambini e adolescenti, sono stati uccisi dall’IDF presso i punti della GHF, l’organizzazione sostenuta dagli Stati Uniti e da Israele, mentre erano in cerca di cibo.

Maynard racconta anche di quadricotteri israeliani che sparano indiscriminatamente alle tende dei rifugiati. Il chirurgo ricorda una donna incinta di tre mesi colpita all’addome nella sua tenda: la pallottola le è passata a 3 centimetri dall’utero. I medici sono riusciti a salvare lei e il bambino.

Ancora il chirurgo britannico racconta di quando l’IDF ha invaso l’ospedale pediatrico Al-Nasr forzandone l’evacuazione. Sono stati lasciati dentro sei neonati, i medici hanno fatto notare che c’erano dei neonati nelle incubatrici e hanno chiesto che i soldati si assicurassero che stessero bene.

L’esercito israeliano ha lasciato l’ospedale dopo tre settimane, i medici sono tornati e hanno trovato i sei neonati morti, in stato di decomposizione.

#gazagenocide

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Poi c’è questo video di soldati israeliani che vandalizzano una chiesa in Libano:

 

chiesa libano

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E infine c’è questo post su Instagram. Cliccateper il video:

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ibano: dopo aver bombardato a tappeto Tiro in pieno “cessate il fuoco”, Israele ha emesso un ordine di evacuazione anche per il quartiere cristiano della città.

Senza presentare alcuna prova, l’IDF sostiene che nel quartiere sono presenti cellule di Hezbollah e chiede ai cristiani di allontanare i “sabotatori”.

Come sottolinea il giornalista investigativo Max Blumenthal, “Israele sta cercando di aizzare i cristiani contro i cittadini sciiti. L’obiettivo è quello di scatenare una guerra civile e attuare una pulizia etnica contro la comunità sciita”.

La minaccia arriva dopo giorni di pesanti attacchi israeliani contro Tiro, quarta città del Libano e principale centro urbano del sud del Paese, nonché città tra le città più antiche al mondo e patrimonio UNESCO.

Prima dei raid israeliani, Tiro contava circa 130 mila abitanti, oltre a centinaia di migliaia di persone nell’intero distretto. La città aveva accolto migliaia di sfollati provenienti dai villaggi vicini prima di essere investita da ordini di evacuazioni e bombardamenti.

Due giorni fa un attacco vicino all’ospedale Jabal Amel di Tiro ha distrutto reparti e attrezzature mediche, aggravando ulteriormente una situazione umanitaria già critica.

Il giornalista Hadi Hoteit ha mostrato la distruzione delle strutture mediche e delle abitazioni a Tiro.

Il 2 giugno la fotografa @courtneybonneauphotography scriveva su X: “Oggi l’esercito israeliano ha bombardato tutto il sud del Paese; a tal punto che non riesco a stargli dietro. Ecco l’ultimo bombardamento a Burj Eshmali, nel distretto di Tiro”.

Almeno 5 persone, tra cui un bambino, sono state uccise negli attacchi che hanno colpito Burj Shemali, Ebba e Tibnin il 2 giugno mentre altre 45 sono rimaste ferite.

Dal 2 marzo in Libano Israele ha ucciso 3.412 persone, ferite 10.269. Dal 17 aprile, quando è iniziata la “tregua” oltre 800 persone sono state uccise.

“In Libano sta avvenendo una pulizia etnica in tempo reale. Avevamo detto che non si sarebbero fermati con Gaza”, scrive l’ex diplomatico ONU Mohammad Safa.

#lebanongenocide #israel #gazagenocide

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