Eresia dell’Informe. La Liturgia Romana e il Suo Nemico. Mosebach, Cantagalli.

28 Novembre 2023 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo libro, Eresia dell’Informe, per i tipi di Cantagalli Editore. Qui sotto trovate una breve scheda editoriale. Buona lettura e diffusione.

 

MARTIN MOSEBACH

Eresia dell’informe

La liturgia romana e il suo nemico

(A cura di Leonardo Allodi)

 

Con la lente della liturgia, Martin Mosebach ci offre una descrizione accuratissima e assai convincente di un mutamento culturale più complessivo che riguarda l’intera società occidentale, di un processo cioè che va dal “deforme all’informe” e dall’“informe al conforme”.

A distanza di quattordici anni dalla sua prima traduzione, in una versione ampliata e arricchita da sei nuovi capitoli, viene oggi riproposto il fortunato e brillante saggio di Martin Mosebach sulla liturgia romana e le sue deviazioni post-conciliari più o meno creative, che l’autore considera di molto dannose per quell’ethos cristiano e quella sensibilità che si è arricchita nei secoli, e quella devozione in cui si è espressa, per quasi due millenni, la dilectio liturgica e l’ordo amoris della civiltà cristiana.

L’analisi critica di Martin Mosebach, scrittore tedesco famoso e pluripremiato, non si ferma al momento critico: appare molto convincente sul piano della ragione e capace di misurarsi con un dibattito sulla “riforma della riforma” liturgica oggi più vivo che mai, proprio perché il suo vero obiettivo è condurre il lettore nella riscoperta della straordinaria ricchezza della liturgia tradizionale. I nuovi capitoli costituiscono un arricchimento straordinario di un’opera che, già alla sua prima uscita, non era sfuggita per acutezza di visione, sottigliezza storica, profondità spirituale.

L’opera esce come quinto volume della Collana “Spaemanniana”, e proprio a Robert Spaemann è dedicata “con gratitudine”. Da qui anche la decisione di includervi, in appendice, il saggio di Robert Spaemann Osservazioni di un laico che ama la Messa antica.

Ed ecco qualche riga dell’Introduzione, firmata da Leonardo Allodi:

L’amore per la liturgia, per la grande tradizione liturgica cattolica è il segno che più contraddistingue l’opera di Mosebach. Riecheggiando i grandi Padri della Chiesa, egli ricorda che il culto e la liturgia sono parte della stessa Rivelazione. La liturgia, animata da uno spirito autentico, è infatti destinata a incidere profondamente sulla vita di pietà, sull’esperienza religiosa dell’uomo, per il fatto di indirizzarlo verso ciò che più conta per
la sua vita. Per questo essa è in grado di stabilire una relazione essenziale con la vita quotidiana, per poi diventare influenza reciproca. Da questo punto di vista, l’opera di Mosebach si rivela anche come un contributo prezioso di sociologia della cultura, come uno strumento prezioso di storia della mentalità, della sensibilità, dell’atteggiamento di fondo che contraddistingue, in positivo e in negativo, l’intera parabola dell’esperienza religiosa dell’uomo moderno.

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